“La sola idea che, dopo quanto scoperto negli ultimi giorni, Elsa Fornero resti ministra del Welfare dovrebbe essere letteralmente inconcepibile.
Se è vero quanto scritto sugli organi d’informazione, senza smentite di sorta, la Fornero ha ricevuto il rapporto diffuso negli ultimi giorni (e da lei stessa commissionato) sei mesi fa. Da quel momento lo ha nascosto in un cassetto. Ha negato di essere a conoscenza di quelle cifre. Ha celato informazioni che avrebbero avuto un peso enorme nel dibattito sulla riforma delle pensioni.
A conoscenza di questo ha indicando in 65mila il numero degli esodati, pur conoscendo il rapporto Inps che parlava di 390mila casi. Quando la balla è diventata insostenibile ha continuato a mentire ammettendo lo sbaglio ma assicurando di non conoscere i dati giusti. Infine, quando il rapporto è arrivato all’Ansa, s’è infuriata con chi, secondo lei, lo aveva passato all’agenzia di stampa e fatto capire che, se solo avesse potuto, avrebbe licenziato i presunti responsabili. A licenziare se stessa, ad assumersi la responsabilità non solo di aver messo 400mila persone nei guai ma di aver mentito e occultato informazioni fondamentali per mesi e mesi non ci pensava e non ci pensa per niente.
In qualsiasi altro Paese del mondo democratico, un ministro del genere si sarebbe già dimesso. Se non lo fa ci dovrebbe pensare Mario Monti. Se non lo farà nemmeno lui, dovranno essere le forze parlamentari di maggioranza a rendersi conto che l’appoggio a un governo non può degenerare nella complicità omertosa come ai tempi del governo Berlusconi e a sfiduciare Elsa Fornero. Chiedere al Paese di sopportare sacrifici immensi per poi scoprire che chi provoca una catastrofe di questo livello, mente e inganna rimane intoccabile sarebbe davvero troppo”.
Nicola Isetta
Coordinatore Provinciale SEL