
Albenga. “La mutilazione degli organi genitali femminili, infatti, resta un’orrenda e abominevole pratica, che, camuffata dietro principi pseudo religiosi, in realtà esprime grave inciviltà e barbarie”. Così commenta Eraldo Ciangherotti, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Albenga, la vicenda di una bambina tolta, per decisione del Tribunale dei Minori, dalla patria potestà di genitori egiziani per essere affidata al Comune.
Prosegue l’assessore Ciangherotti: “L’intervento giudiziario certamente si espone al dibattito più vasto sulla possibilità di costringere le persone immigrate sul territorio nazionale ad adeguarsi alle norme vigenti nel paese di destinazione. Qui non c’entra il proverbio “paese che vai, usanza che trovi”. No, direi che, in questo caso, a differenza di abitudini alimentari o simili, non si tratti di rispetto di altre convinzioni o di integrazione culturale; una pratica come l’infibulazione lede gravemente i diritti della persona umana e la sua integrità e pertanto non può mai essere considerata legittimamente espressione di tradizioni popolari o particolari, ma dev’essere drasticamente ed energicamente impedita come gravissima violazione dei diritti umani”.
“Le famiglie delle ragazze sottoposte all’infibulazione sono spesso nuclei amorevoli, convinti, seppur sbagliando, di scegliere il bene per le loro figlie. Occorre, allora, andare, prima di tutto, nelle scuole per combattere questa usanza culturale. E non soltanto nei paesi dotati di leggi civili. Bisogna che le organizzazioni umanitarie con tutte le forze impediscano questo drammatico fenomeno anche presso i paesi di diversa tradizione che ancora considerano l’infibulazione lecita e possibile. I paesi civili debbono impiegare risorse per la formazione e la sensibilizzazione delle popolazioni, a partire dagli ambienti scolastici, ed agire a livello diplomatico per chiedere, in un contesto doveroso di reciprocità, il superamento di tale pratica a fronte e come “conditio si qua non” per l’incremento di tutti i rapporti internazionali fatti di scambi commerciali, turistici e di ogni altro genere” conclude Ciangherotti.