
Pontinvrea. Ieri il Consiglio comunale di Pontinvrea ha deliberato all’unanimità di ridurre l’aliquota Imu per l’abitazione principale e proprie pertinenze al minimo consentito dalla legge, elevando l’importo della detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta.
Continua dunque la battaglia del sindaco Camiciottoli contro un’imposta ritenuta ingiusta, iniqua e soprattutto incostituzionale. Durante il Consiglio il primo cittadino ha tenuto a rimarcare la sua posizione contro l’Imu rispondendo a quelli che nei giorni passati lo hanno accusato di fare populismo e demagogia, e spiegando che populisti e demagoghi “sono coloro i quali fanno promesse, che poi non mantengono, solo a fini pubblicitari”.
Inoltre Camiciottoli ha attaccato i partiti politici ed in particolare la Lega Nord che nelle scorse settimane si è affannata a parlare di come i suoi “sindaci guerrieri” non avrebbero fatto pagare l’Imu ai propri cittadini. “Ma – si chiede il sindaco – dove sono finiti questi ‘sindaci guerrieri””.
“L’amministrazione pontesina, con la coerenza e la concretezza che la contraddistinguono in tutto ciò che fa, ha dimostrato ancora una volta di saper mantenere quello che promette ai propri cittadini – dichiara il primo cittadino – Aveva promesso di non far pagare l’Imu sulla prima casa ed ha mantenuto quella promessa”.
Camiciottoli non si è risparmiato nemmeno di citare nel suo discorso il Ministro Cancellieri quando, parlando dei sindaci ribelli, affermò: “Si ricordino della fascia tricolore che portano”. “Ebbene – ha risposto il primo cittadino – ricordo che in un passato, neanche troppo remoto, vi erano sindaci che, indossando la fascia tricolore, accompagnavano i propri cittadini sul patibolo e ve ne erano altri che, pur non dimenticando mai l’onore e l’onere della fascia che indossavano, si ribellavano alla barbarie che si stava perpetrando in quel tragico periodo”.
“Può sembrare azzardato e perfino esagerato paragonare i giorni nostri al totalitarismo del passato – ha detto Camiciottoli – ma a ben guardare vi è un sottile filo di lana che separa l’odierna democrazia dalla dittatura, dittatura intesa in chiave finanziaria, sia chiaro, dittatura della ‘giacca e cravatta’, dittatura delle banche, delle agenzie di rating, dello Spread. Non applicare l’Imu o di fatto ‘portarla a zero’ non vuole essere un incitamento all’evasione fiscale, bensì è l’aumento della pressione fiscale che incita all’evasione”.