
Savona. Nuova udienza questa mattina del processo per la vicenda relativa alla cooperativa edilizia “Mattone rosso” di Borghetto, finita al centro di un’inchiesta della magistratura, che vede a giudizio il suo ex presidente, Giovanni Filippini, la moglie Enrica Olivari ed il figlio, Omar Filippini. Secondo l’accusa, i soci della cooperativa, tredici in tutto, avevano dovuto sborsare somme variabili tra i 60 e i 130 mila euro in più rispetto al previsto per non rischiare di perdere le loro case.
Il “buco”, secondo l’ordinanza di rinvio a giudizio che era stata firmata dal gup Emilio Fois, sarebbe di oltre 700 mila euro, soltanto a partire dal luglio 2004 (per gli anni precedenti è ormai intervenuta la prescrizione). Secondo la Procura per ogni alloggio – dal costo variabile tra i 160 e i 250 mila euro – una quota avrebbe dovuto essere coperta dai versamenti dei soci, il restante dal mutuo acceso dalla cooperativa e poi “parzializzato” per ciascun socio. I versamenti fatti dai soci – questa l’accusa – però sarebbero stati illecitamente incamerati dai Filippini. E così, per ciascuno dei 13 alloggi, i conti non sono più tornati: mancavano appunto dai 60 ai 130 mila euro che i soci avevano versato ma che non risultavano dai bilanci. Questa mattina in aula hanno sfilato diversi testimoni: prossima udienza del processo il 2 luglio.
Di conseguenza ciascun socio ha dovuto accendere un secondo mutuo per colmare la lacuna, visto che la banca si rifiutava in caso contrario di procedere al passaggio di proprietà dell’alloggio e con il rischio concreto che il fallimento della cooperativa portasse la banca a “eseguire”, pignorando le case.