
Spotorno. Tre anni di reclusione per aver raggirato, facendosi intestare – questa l’accusa – un appartamento e prosciugando il suo conto corrente, la novantenne alla quale faceva da badante. La sentenza di condanna è stata inflitta, questa mattina, ad una sessantenne, M.T., originaria di Verona, ma residente a Spotorno, che doveva rispondere dell’accusa di circonvenzione d’incapace nei confronti dell’anziana (che nel frattempo è deceduta) di cui si prendeva cura dal 2004.
Alla badante veniva contestato di aver ottenuto dall’anziana una procura per poter operare a suo nome in banca e sul conto corrente, di essersi fatta intestare l’appartamento di Spotorno dell’anziana dove era poi andata ad abitare, ospite della sua assistita, e infine di aver “svuotato” il conto in banca di quest’ultima. Secondo l’accusa nel 2004 i risparmi della novantenne ammontavano a circa 91 mila euro che, nel 2008, visti i continui prelievi, si erano ridotti a poco più di un migliaio di euro. Nel frattempo, nel 2007, la signora era anche stata trasferita in un ricovero per anziani. Un fatto che, unito alla donazione della casa, aveva allarmato una parente della donna che aveva deciso di presentare un esposto. Da lì le indagini e l’inchietsa che aveva portato al rinvio a giudizio della badante. M.T., assistita dall’avvocato Fabio Bruno Celentano aveva però sempre respinto le accuse.
Questa mattina l’epilogo della vicenda con la sentenza – peraltro piuttosto articolata – emessa dal giudice Francesco Meloni che, oltre ai tre anni di reclusione, ha condannato l’imputata all’interdizione per 5 anni e al risarcimento della parte civile da concordarsi con separato giudizio. Per alcuni dei reati contestati – in sostanza quelli relativi al periodo antecedente il novembre 2004 – è stata pronunciata una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato. Stamattina infine è stato anche disposto il mantenimento del sequestro preventivo (fino alla sentenza definitiva) dell’alloggio donato alla badante.