
Finale L. I “clic” di alcuni utenti dell’ex ospedale Ruffini di Finale Ligure, ora residenza protetta per anziani e residenza sanitaria assistenziale, si sono soffermati sui cortili interni e sulle aree parcheggio della struttura e immortalano spazzatura lasciata qua e là e piazzali non proprio lindi.
C’è chi sostiene che scope e addetti alle pulizie qui si vedano di rado e che, chi di dovere, non si curi del decoro di questo spazio che vede un continuo andirivieni di dipendenti, pazienti e persone bisognose di cure che avrebbero certamente diritto di vivere e lavorare in un luogo totalmente “salubre”. E invece c’è chi fotografa cartacce, mozziconi di sigaretta e bottiglie di birra buttate qua e là, evidenziando una situazione non proprio adatta per una struttura di quel tipo.
“La pulizia di questi spazi è di competenza dell’Asl 2 che ha firmato una convenzione con la società comunale Finale Ambiente – fanno sapere i responsabili delle relazioni esterne dell’azienda sanitaria – Ci risulta che la pulizia venga fatta regolarmente, se non tutti i giorni a giorni alterni, e anche attraverso nostri solleciti, e che Finale Ambiente sia solerte nel portare a termine i suoi compiti. Le bottiglie e le cartacce immortalate nelle fotografie sono collegate anche al tipo di utenza che frequenta la struttura stessa, in particolare il Sert, e che purtroppo non sempre è facile tenere sotto controllo”.
L’ex Ruffini comprende un piano, il quarto, dedicato a utenti di residenza protetta comunale, due piani a uso residenza sanitaria assistita – anche con anziani in lungodegenza con quota a carico Asl – e prevede i servizi distrettuali Asl per anziani e disabili, attività consultoriali, pediatria, Sert e ufficio igiene.
“Quando il piazzale risulta sporco provvediamo anche noi, di nostra iniziativa e grazie alla disponibilità di un nostro addetto, a ripulire il piazzale antistante, ma non sarebbe comunque nostro compito – fa sapere Gianna Nan, responsabile della Rsa – Tuttavia posso affermare che si tratti di una situazione sotto controllo”.