
Savona. Se Angelo Vaccarezza ha pungolato Federico Berruti, senza lesinare sull’ironia, Livio Di Tullio non è da meno. La nomina del presidente della Port Authority continua a contrapporre le forze politiche. “Dopo lo smemorato di Collegno abbiamo quello di Loano – dice il segretario provinciale del Pd – Noto nel presidente della Provincia la solita confusione tra ruoli politici e ruoli istituzionali, tra scelte di competenza delle forze politiche e scelte di competenza delle istituzioni: ha dimenticato che per levarsi d’intorno un super assessore della giunta, e per convincerlo a concorrere nella peraltro sfortunatissima campagna elettorale per il Comune di Savona, promise di nominarlo come candidato alla carica di presidente dell’Autorità Portuale e se oggi non ci fosse l’evaporazione del Pdl, lo avrebbe già nominato. In allora non c’era l’opportunità di intendersi tra istituzioni?”.
“Dunque, caro presidente Vaccarezza, non sono stati i Comuni a determinare delle posizioni rigide ma altri – aggiunge Di Tullio – Semmai i Comuni hanno fatto ciò che le norme di Legge impongono loro di fare. Mi pare che in questo Paese sia un bene quando si rispettano le regole. Condivido invece la preoccupazione sul porto di Savona- Vado. La situazione è particolarmente difficile anche rispetto all’infelice congiuntura vissuta dagli altri porti italiani. Facciamo l’esempio della Compagnia Portuale: siamo l’unico porto nel quale si fanno pagare ai figli la morte dei padri, dove il lavoro degli avvocati e della magistratura ha prodotto il risultato che a pagare per i morti d’amianto siano le vittime”.
“In questi ultimi anni il nostro porto ha vissuto un periodo positivo i per quattro condizioni: l’indubbia capacità e dedizione del presidente Canavese, le difficoltà operative del porto di Genova, una congiuntura economica favorevole nella quale gli operatori portuali sono stati bravi ad inserirsi ed i lavoratori a gestirla. Le prime tre condizioni non ci sono più. Quella che abbiamo ancora a disposizione non è scontata: si pensi alle opinioni del Comune di Vado sulla piattaforma; è l’ultima delle quattro”.
Prosegue Di Tullio: “In un momento nel quale dovremo ripensare giocoforza a un modello di sviluppo, mi pare poco saggio attaccare gli enti locali e le loro legittime scelte. Oppure lavorare per altre soluzioni che non potrebbero avere la forza di rappresentare tutti. Al massimo riuscirebbero a portare davvero un commissario in porto, congelando ogni scelta. Penso invece che intorno alla scelta dell’avvocato Gaggero, che non è esattamente un black bloc, si possa ricostruire prima di tutto un clima di concordia e di equlibrio nella rappresentanza degli interessi, non tra destra e sinistra, ma tra istituzioni ed operatori.
“Sono d’accordo con Vaccarezza che bisogna garantirsi da parte della Regione l’esercizio del ruolo di regia del sistema dei porti liguri con la necessaria autonomia del nostro porto e l’impegno a portare a casa la piattaforma. Piattaforma che non arriva perché non si riesce a trovare la strada per sbloccare il finanziamento. Ora sento che è questione di giorni. Speriamo. Se così non fosse forse bisognerebbe pensare di cambiare percorso non l’obiettivo” conclude il segretario del Pd.