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Savona, gli scioperi del 1 marzo ’44 in uno spettacolo al Chiabrera

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Savona. Domani sera, alle ore 21.00, andrà in scena al teatro comunale G. Chiabrera lo spettacolo teatrale “Suggerimenti per chi deve scegliere”, promosso da CGIL CISL UIL con l’Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti e patrocinato dal Comune di Savona, dalla Provincia di Savona, dall’Unione Industriali di Savona e dalla Fondazione De Mari.
Lo spettacolo, scritto e interpretato dalla Compagnia teatrale savonese `Salamander’, ricorda gli scioperi del 1° marzo 1944, data in cui oltre un milione di operai di fabbriche, cantieri ed officine del Nord Italia occupato dalle truppe nazifasciste incrociarono le braccia. Si trattò del primo ed unico sciopero nell’intera Europa occupata con una decisa e univoca motivazione politica: si chiedeva la fine della guerra, si protestava contro il regime, si voleva partecipare attivamente alla lotta di Liberazione, per restituire all’Italia libertà e dignità. Nonostante le minacce di arresto, fucilazione e deportazione, la mattina del 1° marzo 1944 più di cinquemila lavoratori delle fabbriche di Savona e Provincia entrarono in sciopero. La coraggiosa sfida al regime scatenò immediatamente una repressione violentissima: centinaia di lavoratori furono arrestati e deportati in Germania, alcuni destinati al lavoro forzato nelle fabbriche belliche tedesche, altri destinati ai campi di lavoro e di sterminio di Mauthausen, Gusen, Dachau e altri. Moltissimi non fecero ritorno. Degli scampati agli arresti e alle rappresaglie, molti presero la via dei monti e si unirono alle fila dei partigiani.
Gli scioperi del 1° marzo 1944 inaugurarono in città come in tutto il paese una nuova fase della lotta di Liberazione: lavoratori, contadini, studenti, partigiani e uomini e donne di ogni estrazione sociale si impegnarono da allora fianco a fianco per liberare il paese e costruire un futuro migliore.
Oggi, a più di sessant’anni di distanza, il panorama savonese è mutato e rischia di affievolirsi il ricordo di quegli eventi: molte delle industrie coinvolte dallo sciopero non esistono più e di anno in anno rimangono sempre meno testimoni diretti disposti a raccontare la loro esperienza.
Per questa ragione il teatro può essere un modo per non dimenticare il sacrificio consapevole e coraggioso di quanti lottarono per affermare i valori costituzionali fondamentali della libertà civile e politica, dell’eguaglianza, della democrazia, del ripudio della guerra. Nel 2008 la Costituzione italiana compie 80 anni: farne rivivere la storia e lo spirito per applicarla e difenderla da ogni deriva è compito di chi resta.

Redazione
28 Febbraio 2008 alle 15:07
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