
Alassio. Altro fronte di polemica aperto dal consigliere regionale ed ex sindaco alassino Marco Melgrati, sulla stagione teatrale e chiamando in causa direttamente il primo cittadino Avogadro. “Per una stagione fallimentare senza nomi di cartello sono stati spesi 131.270 euro – afferma Melgrati – Dopo la rimozione e risistemazione della statua di Totò per 10 mila euro e la piantumazione dei quattro alberelli in Piazza Partigiani costata 110 mila euro, un altro episodio di cattiva amministrazione, dilettantismo e pressapochismo. E poi dicono che non ci sono i soldi”.
L’esponente del Pdl prosegue: “L’amministrazione di Alassio per un cartellone invernale senza nomi importanti, dove lo spettacolo di maggior richiamo è stato quello con il transessuale Eva Robbins, è riuscita a spendere 131.270 euro, a fronte di un incasso, tra abbonati e biglietteria, di 13.600 euro, per un netto di spesa di euro 117.650 (più le spese del personale per l’apertura della ex chiesa e la gestione degli spettacoli), per non parlare del concerto ‘brasiliano’ del 30 aprile costato 12.000 euro che ha visto la partecipazione di non più di 10 persone tra il pubblico”.
“E ieri Avogadro va a ‘piangere’ dal Procuratore, dicendo che ‘qualcuno’ fa un uso strumentale e politico della denuncia-querele… come se lui e il Pd non avessero fatto lo stesso in precedenza… chi di querela ferisce di querela perisce – aggiunge Melgrati – Ricordate le stagioni teatrali al Palazzetto dello Sport, con 500 abbonati, e spettacoli con il tutto esaurito da 800-900 persone, con nomi importanti, da Gasmann a Cochi e Renato, da Lo Monaco a D’apporto, Johnny Dorelli, Corrado Tedeschi, Franco Oppini, Nini Salerno, Giampiero Ingrassia, Manuela Arcuri, Debora Caprifoglio, la coppia Pambieri e Lia Tanzi, Gianluca Guidi, Maria Amelia Monti, Tognazzi, Albanese, i Kataklo, Jannuzzo, Vittorio Sermonti, De Filippo, grandi opere come il Barbiere di Siviglia, Otello, La traviata, Aida, balletti classici quali Giselle, il Lago dei Cigni, lo Schiaccianoci, e operette quali Il paese dei Campanelli, la Vedova Allegra… Oggi gli abbonati sono scesi a 79. Per il livello del cartellone persino troppi!”.
“Si è scelto come location la ex chiesa Anglicana, che ha solo 200 posti a sedere, e quindi si sono dovuti fare due turni di spettacolo, con maggiori costi. E non avendo dei camerini, le compagnie ‘serie’ non vengono… Si è dovuto comprare un palco, perché quello di proprietà del Comune del Palazzetto non andava bene all’Anglicana, e quindi spendere 48.000 euro” dice Melgrati.
“Considerato che Avogadro sapeva della vendita di soli 60 abbonamenti molto prima dell’inizio della stagione teatrale – conclude – poteva prevedere il fallimento della stagione; avevo, in tempi non sospetti, consigliato di annullare la stagione teatrale per dirottare questi soldi, 117.650 euro, per esempio sul turismo, e quindi questa vicenda è ancora più grave, e meritevole di una segnalazione alla Corte dei Conti”.