
Vado L. Era il pomeriggio del 23 giugno del 2008 quando, intorno alle 18,15, sulla via Aurelia, a Vado, quattro pedoni che stavano attraversando la strada sulle strisce bianche vennero investiti da un automobilista. I feriti, fortunatamente, se la cavarono tutti con lesioni non troppo gravi, ma durante le operazioni di soccorso e di rilevamento dell’incidente – almeno secondo la versione della polizia municipale – si verificarono dei “disordini”. Alcuni testimoni dell’incidente, tra cui alcuni familiari degli investiti, infatti – questa l’accusa – avrebbero scatenato un linciaggio verbale verso l’autista della vettura e gli agenti che erano intervenuti tanto che sei di loro erano stati poi denunciati con l’accusa di turbativa di pubblico servizio.
Per quell’accusa nei confronti dei testimoni dell’incidente era stato emesso un decreto penale di condanna al quale quattro di loro si sono opposti. Oggi, di conseguenza, il caso è finito davanti al giudice. Secondo quanto ricostruito nei verbali della Municipale, quel giorno, l’autista della macchina, un tecnico radiologo, dopo l’impatto si era fermato per prestare soccorso ai feriti, ma mentre cercava di avvicinarsi a loro nei suoi confronti si era scatenato – almeno questo secondo i racconti di alcuni testimoni – un vero e proprio linciaggio verbale.
Nel frattempo sulla via Aurelia, all’altezza del civico 88, dove si era verificato l’incidente, erano intervenuti anche due agenti della polizia municipale di Vado. A quel punto anche nei loro confronti si sarebbero sollevati insulti e provocazioni (frasi del tipo “adesso voglio vedere cosa fate”, “sapete solo fare multe”, “ti do i documenti denunciami”).
Un comportamento che, secondo la denuncia degli agenti, ha impedito di procedere serenamente con le operazioni di soccorso e rilevamento dell’incidente. Da qui la denuncia per turbativa di pubblico servizio e, per uno di loro (E.F.) di ingiurie a pubblico ufficiale, al quale è seguito il decreto penale di condanna. Questa mattina però il verdetto del giudice ha sorriso agli imputati, tre uomini e una donna tutti residenti tra Vado e Quiliano (assistiti dagli avvocati Luca Barbero e Alessio Di Blasio), che sono stati tutti assolti dal giudice perché il fatto non sussiste dal giudice. Anche il pm, ravvisando che l’atteggiamento degli imputati non avesse realmente rallentato o impedito soccorsi e rilevamenti, aveva chiesto la loro assoluzione.
Per quanto riguarda l’accusa di ingiurie l’imputato è stato assolto perché l’ufficiale che era stato insultato, dopo aver ricevuto le scuse, ha deciso di ritirare la querela. Tenendo conto che il decreto penale di condanna avrebbe imposto agli imputati il pagamento di una multa di 570 euro (760 per E.F.), sembra che la scelta di presentarsi davanti al giudice, in questo caso, sia stata quella giusta.