
Regione. Una proposta di legge per garantire alla Liguria un calendario venatorio per il 2012. Questa mattina Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato una proposta di legge e un provvedimento amministrativo per definire con certezza le giornate in cui sarà possibile esercitare l’attività venatoria. L’iniziativa è stata assunta dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha annullato la legge regionale n.12 del 2011 con cui veniva stabilito il calendario venatorio per tre anni.
“Ritengo indispensabile dare certezza sulle regole e le condizioni per la prossima stagione di caccia – ha spiegato Bruzzone – sulla cui base gli oltre 22.000 cacciatori liguri pagheranno anticipatamente tasse statali, regionali oltre ai previsti contributi agli organi di gestione ed alle compagnie di assicurazione. Il consigliere chiederà la trattazione urgente da parte del Consiglio regionale dei due provvedimenti: “Auspico la massima condivisione da parte di tutti coloro che intendono mantenere viva la caccia in Liguria”.
Bruzzone confida che l’iter in commissione possa iniziare entro una decina di giorni in modo tale che i provvedimenti entrino regolarmente in vigore prima dell’apertura della stagione venatoria.
Attraverso la proposta di modifica alla legge quadro regionale sulla caccia (Modifiche al comma 7 articolo 34 legge regionale 1 luglio 1994 n. 29) Bruzzone intende, quindi, definire con certezza l’individuazione delle giornate in cui è consentito esercitare la caccia. E, con una proposta di deliberazione, così come stabilito dalla Corte Costituzionale, il consigliere intende definire il calendario venatorio per la prossima stagione che dovrà iniziare, relativamente al prelievo selettivo degli ungulati, il prossimo 1° giugno.
“Abbiamo ritenuto opportuno – ha concluso Francesco Bruzzone – presentare due provvedimenti affinché concretamente possa essere avviato il percorso normativo nell’ambito del Consiglio regionale ovviando alla mancanza di interventi concreti da parte della Giunta regionale che in merito si è limitata soltanto ad annunci giornalistici. Da quasi 20 anni nella nostra regione il calendario venatorio è stabilito con legge regionale. Adesso, invece, la Corte costituzionale ha deciso diversamente, benché nessuna norma sia cambiata”.