
Vado Ligure. Questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico di Roma è stato siglato l’accordo che dà il via alla cassa integrazione per i lavoratori di Ocv e prevede diverse possibilità di ricollocazione dei lavoratori per i prossimi due anni.
Presenti all’incontro l’assessore provinciale al Lavoro Giorgio Sambin, l’assessore al Lavoro del Comune di Vado Ligure Guido Canavese, Mattia Minuto dell’Unione Industriali di Savona, Giuliano Rossi per la Regione Liguria, Antonio Leggio del Ministero del Lavoro, il responsabile del personale di Ocv e le rappresentanze sindacali Cgil, Cisl, Uil e Rsu azienda.
“L’incontro di oggi a Roma – dichiara l’assessore Sambin – è stato proficuo. Un risultato positivo raggiunto grazie all’incessante attività delle istituzioni, dell’Unione Industriali, delle parti sindacali e dell’azienda, insieme per risolvere la delicata vertenza di Ocv di Vado Ligure. Continuo è stato infatti il lavoro di mediazione e monitoraggio operato da tutte le istituzioni per risolvere questa situazione così importante per il nostro territorio. L’accordo siglato oggi prevede la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività per i 127 dipendenti di Vado Ligure per un periodo di 24 mesi a decorrere dal 1° giugno 2012. Inoltre, durante il periodo di ricorso alla cassa integrazione, Ocv Italia S.r.l. e le parti tutte si attiveranno, nell’ambito delle reciproche competenze, per promuovere tutte le azioni utili ad accelerare la soluzione del problema occupazionale”.
“A tal fine – continua l’assessore – per quanto riguarda la gestione degli esuberi, la società farà ricorso ad una serie di azioni quali: offerta di trasferimento, senza soluzione di continuità, presso lo stabilimento di Besana Brianza della Ocv Italia S.r.l. per un massimo di 15 lavoratori; offerta di reimpiego presso gli stabilimenti francesi del Gruppo Owens Corning di Chambery e L’Ardoise per un massimo di 25 lavoratori; ricorso alla mobilità, nell’arco del periodo dell’intervento straordinario, finalizzata ad iniziative di ricollocazione individuale o a forme di autoimprenditorialità”.
Inoltre la Provincia di Savona, con la collaborazione di Enti locali e Regione Liguria, attiverà: percorsi di formazione nell’ambito di prospettive di rioccupazione sia per iniziative imprenditoriali realizzate nel sito dismesso che altre sul territorio della Provincia di Savona; azioni ed interventi a favore del reinserimento di particolari categorie di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo per effetto della crisi economica; attività di supporto, mediante l’interposizione di uffici e attività informative, nell’ambito dei programmi di ricollocazione lavorativa.
“Sono quindi soddisfatto del lavoro svolto in sinergia anche con le parti sociali, in attesa ovviamente di una reindustrializzazione del sito, conclude l’Assessore Sambin, lavoro che ha garantito la disponibilità da parte dell’azienda di ricollocare subito 40 dipendenti presso altri stabilimenti e permesso l’attivazione di importanti strumenti da parte di Provincia, Regione ed Enti locali che, sono certo, porteranno ricadute positive per la gestione dei lavoratori interessati dal provvedimento di sospensione” conclude l’assessore Sambin.