
Il cellulare è uno status symbol, nella società moderna rappresenta la persona, il suo padrone, così dicono.
Nel settembre 2008, sono andato a Sanremo insieme ai ragazzi del direttivo di BCC a ritirare il premio Festivalmare, come miglior manifestazione provincia di Savona. Mi avevano chiesto di parlare per raccontare la nostra collaborazione.
Avevo pensato, una volta sul palco di far vuotare loro le tasche a sorpresa, e far mettere su un vassoio i loro cellulari, Roberto, Elena, Giò, Luca, Andrea, Max, Simone, Ianni, forza fuori i cellulari. Un cumulo di Nokia modello base dai tasti usurati quasi illeggibili se non con la forza dell’abitudine, uno persino tenuto assieme da un giro di nastro trasparente, e qualche Samsung all’apparenza più evoluto ma in realtà più economico. Semplici, essenziali, funzionali e umili come loro.
Ecco signori, questi sono i ragazzi che gestiscono un festival che richiama ogni anno migliaia di persone eppure continuano ad essere così, come li vedete. Non l’ho potuto fare, perché come spesso accade in queste serate di gala, ti danno pochi minuti a disposizione, tanti sorrisi, foto di rito e poi largo alla velina gnocca e sorridente di turno e a un Povia che canta che desidera essere un piccione.
Se ci fosse un Saturday night live lo rifarei stasera, in occasione del loro annuncio che BCC 2012 non ci sarà. Stupirebbe quanti pochi e forse nessun Iphone o smartphone ci sarebbe su quel vassoio. Perché nonostante il festival abbia raggiunto la 10° edizione, radunato migliaia e migliaia di giovani e giovanissimi, vinto il premio come miglior manifestazione della Regione nel 2011, loro sono rimasti così: semplici, essenziali, funzionali e umili, credendo nella comunicazione, nell’ambiente, nella solidarietà italiana e internazionale, nella cultura, nel buon cibo e nel semplice ma sempre più raro volersi bene.
Il detto latino dei nostri avi “Qui mulctat multum sanguinem mulctat” – chi munge troppo, munge sangue – è andato perso da qualche parte sulla via Aurelia, negli uffici e nelle teste di alcuni enti e persone del nostro Paese, purtroppo, non è mai arrivato.
La storia si ripete. Sostenere, aiutare, collaborare, supportare: queste sono le parole chiave che dovrebbero circolare legate al festival BCC vedendo il loro esempio in tutti questi anni, l’esempio del direttivo e di tutti i suoi ragazzi. Chi ha avuto l’occasione, come me, di collaborare strettamente con loro e di vivere il festival sa bene di cosa parlo, tutti gli altri no, ma è comprensibile, perchè troppo pochi oggi sono esempi di questo tipo e in un mondo mediatico falso e contaminato dagli sponsor, abbiamo perso la capacità di appreazzarne il valore.
Peccato, perchè il presidente Roberto mi aveva promesso che prima o poi avrebbe fatto venire i Muse che mi piacciono tanto e i ragazzi di BCC le promesse, le mantengono sempre. Sono sicuro che sapranno trasformare questo momento non facile in un evento positivo, perché questa è la virtù dei forti e loro, che lo vogliate o no, lo sono. E anche questo è esempio. Stay Cinghial.
Dott. Daniele Sciuto, fondatore Find The Cure