
Albenga. Prosegue, tappa dopo tappa, l’interminabile disavventura di Tomaso Bruno, il ragazzo albenganese in carcere a Varanasi, in India, insieme all’amica Elisabetta, perché condannato all’ergastolo in primo grado per la morte del loro compagno di viaggio Francesco Montis.
Tomaso ed Elisabetta sono accusati di aver ucciso il loro amico Francesco Montis nel corso di un viaggio in India, nella camera d’albergo che i tre condividevano a Varanasi. Un omicidio che, secondo l’accusa, sarebbe a sfondo passionale. Per la difesa si tratterebbe invece di morte per cause naturali.
Ieri, presso la Supreme Court di New Delhi, si è tenuta la discussione del ricorso presentato dalla difesa dei due giovani contro la sentenza di respingimento della libertà su cauzione.
“Per ora – spiega la madre del ragazzo, che riporta gli aggiornamenti della vicenda sul gruppo Facebook Tomaso Libero! – le notizie sono che naturalmente non è stata concessa la libertà su cauzione, ma dobbiamo aspettare di leggere bene l’ordinanza della Supreme Court per sapere i termini indicati per l’inizio del processo di Appello”.
L’inizio di quest’ultimo, infatti, è la questione che tiene banco al momento. Dato che i due giovani italiani hanno potuto costatare, loro malgrado, in prima persona i tempi della giustizia indiana, la speranza è che il processo possa comunciare e finire nel 2012. Come già indicato dal tribunale di Allahabad, infatti, per l’avvio del processo di Appello si dovrebbero attendere sei mesi dall’inizio delle pratiche burocratiche, due dei quali sono già passati. Potrebbe quindi prendere il via nel mese di agosto.