
Savona. Si chiude il cerchio sull’ultimo tassello mancante nell’inchiesta giudiziaria sulla rapina con sequestro avvenuta nell’abitazione savonese dell’avvocato Emi Roseo, dopo gli arresti di Andrea Chimenzo, 34enne savonese, la mente del colpo, e dei due albanesi E.H., 32 anni e D.K., 29 anni, che hanno preso parte all’irruzione nella casa della nota professionista.
Secondo quanto appreso gli investigatori hanno infatti individuato il quarto responsabile, ovvero il basista, colui che avrebbe fornito le informazioni necessarie a Chimenzo per mettere in atto la rapina: si tratta di A.G., 20 anni, e sarebbe il figlio della donna di servizio che lavorava presso l’abitazione della Roseo, indagato per il reato di concorso in rapina. Il 20enne e lo stesso Chimenzo erano colleghi di lavoro e così è maturato il loro sodalizio con una serie di informazioni sulla casa e sulle abitudini della famiglia, oltre alla necessità di individuare la cassaforte dell’alloggio. Al momento, sempre secondo quanto trapelato, la madre del 20 enne sarebbe estranea ai fatti, forse inconsapevolmente potrebbe aver risposto a qualche domanda del figlio, tuttavia non è indagata e nell’ambito degli ultimi sviluppi investigativi viene escluso un suo coinvolgimento.
Intanto, dalle analisi dettagliate delle intercettazioni telefoniche, affiorano i particolari ed i retroscena sulle modalità con le quali il gruppo ha definito il colpo, confermando il ruolo centrale proprio di Andrea Chimenzo: il 34enne in carcere avrebbe infatti trattato con due gruppi diversi di albanesi, uno “più moderato”, propenso al classico furto in abitazione senza i proprietari, il secondo “più estremista”, pronto all’irruzione nell’abitazione. Il giorno stesso della rapina Chimenzo avrebbe optato per la seconda opzione, tanto che il primo gruppo, secondo accordi presi, si era presentato davanti alla casa della Roseo, con gli arnesi e l’attrezzatura da scasso, salvo trovare due agenti della polizia davanti al portone: la rapina era già stata fatta nelle prime ore della mattino, con in casa l’avvocato e la figlia.
Chimenzo è stato quindi l’ideatore e l’autore materiale con E.H., che ha immobilizzato la figlia legandole mani e polsi con una cintura e avvolgendola in un piumone, mentre il terzo ha fatto da palo fuori dall’abitazione, infine A.G., che non ha preso parte alla rapina, nel ruolo di basista-informatore.