
Varazze. Si assottiglia la differenza di richieste tra il liquidatore Federico Galantini e la Azimut Benetti pronta ad acquisire i cantieri Baglietto di Varazze e chiudere così il concordato, con un piano industriale già pronto per il rilancio del sito produttivo. La differenza sarebbe intorno al mln di euro, secondo le indiscrezioni trapelate in queste ore, quindi poco per arrivare ad un accordo che chiuda la partita.
Oggi pomeriggio lo stesso Galantini, nell’incontro che si è svolta presso la Prefettura di Savona, ha confermato che ci sono passi avanti nella trattativa. Il prefetto Gerardina Basilicata si è impegnata per l’apertura di un ultimo e risolutivo tavolo di mediazione presso l’Unione Industriali di Savona, per arrivare ad una intesa nel più breve tempo possibile. Presenti al vertice anche l’assessore regionale Renzo Guccinelli, l’assessore provinciale Giorgio Sambin, il segretario provinciale della Cgil Francesco Rossello, il sindaco Giovanni Delfino, il vice Andrea Valle e l’assessore Gerolamo Carletto. La Regione ha evidenziato l’impegno con il Demanio sul fronte delle concessioni. Entro il mese di maggio è previsto un nuovo incontro presso la Prefettura per valutare la situazione.
“Quello che conta non c’è ancora e quindi rimane una situazione di incertezza. Si rischia che Azimut vada ad investire in un altro territorio. Ha presentato un piano significativo sia in termini di investimento che di attività produttive e di fabbisogni occupazionali. Parliamo nei prossimi anni di 110 e poi 140 persone contando l’indotto – ha affermato Alberto Lazzari Fiom-Cgil -. E il rifacimento completo del cantiere. E’ chiaro che questa impresa non si può tenere in perenne attesa perché deve produrre, quindi andrà a produrre negli altri siti che ha in Italia, quelli di Fano e Viareggio. Non capiamo più la gestione di Galantini dove voglia portare perché anche dal punto di vista del prezzo è sempre più negativa per lo stesso concordato. A questo punto chiediamo che le istituzioni facciano uno sforzo ulteriore prima che chiuda il cantiere e si mandino le persone in mezzo a una strada, buttando al vento un’occasione di sviluppo molto importante per tutto il territorio. Ci deve essere un intervento serio per chiudere positivamente questa vertenza” conclude l’esponente della Cgil.