
Savona. Torna sul tema dell’accoglienza turistica la Confcommercio di Savona in merito alle lamentele per il calo delle presenze nel territorio provinciale. Internazionalizzazione, destagionalizzazione, ri-qualificazione, formazione e coesione territoriale restano le cinque linee guida per il savonese in relazione allo studio realizzato da SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione), che ha preso in esame: inquadramento territoriale, analisi della domanda turistica, analisi dell’accoglienza outsider – Mistery client, analisi dell’accoglienza insider (focus group) e analisi comparativa dell’accoglienza.
Sul fronte della internazionalizzazione e destagionalizzazione sono stati individuati due gruppi di strategie: diversificazione del prodotto e promozione, marketing e comunicazione. L’analisi territoriale ha dimostrato che i territori che più di altri stanno investendo sulla diversificazione (l’outdoor del Finalese) stanno conseguendo buoni risultati in termini di internazionalizzazione e destagionalizzazione. Al fine di ottenere una reale diversificazione del prodotto sono state individuate tre strategie: creazione di nuovi pacchetti turistici, razionalizzazione degli itinerari esistenti, creazione di nuovi itinerari (percorsi naturalistici, culturali, sportivi, enogastromici..), programmazione coordinata degli eventi e creazione di nuovi eventi. Queste tre strategie nascono dalla volontà di fornire reali alternative al turismo balneare valorizzando sia le attività culturali, sportive ed enograstromiche, sia pacchetti di turismo “alternativo” (turismo sociale, turismo d’affari, etc) che favoriscono soprattutto la destagionalizzazione.
Per quanto riguarda la riqualificazione è stata declinata secondo tre linee di ricerca l’adeguamento infrastrutturale , l’adeguamento dei servizi e la certificazione della qualità dell’accoglienza. Questi tre obiettivi specifici sono emersi dalle diverse analisi sulla soddisfazione del cliente (analisi della domanda e mystery client) e dai focus group: il territorio savonese molto spesso non è “a misura” di turista. Riorganizzando le molte informazioni maturate da queste analisi sono emerse nove strategie di cui cinque relative alle infrastrutture: riqualificare gli spazi pubblici, riqualificare le strutture turistiche, creare reti d’impresa turistiche, creare strutture per l’intrattenimento, razionalizzare le seconde case. Coerentemente all’obiettivo dell’adeguamento dei servizi si propongono strategie relative all’informazione turistica (totem informativi nelle stazioni, servizi comuni di gestione delle richieste di informazione, etc..) e all’uso di strumenti innovativi nella gestione delle informazioni (“smart tourism”).
Le diverse analisi sulla qualità dei servizi turistici hanno messo in evidenza la necessità di lavorare sulla formazione professionale ma non solo. Nelle linee guida, infatti, si suggerisce di intervenire sia sulla formazione professionale e culturale degli operatori sia sulla conoscenza di tutti i cittadini residenti. Partendo dalla considerazione che un territorio è turisticamente attraente solo se lo è anche per chi vi abita, è fondamentale che i cittadini siano consapevoli di fare parte di un sistema turistico che deve essere sempre di più attrattivo.
Il quarto obiettivo strategico potrebbe sembrare un richiamo banale alla collaborazione ma è elemento vitale e fondamentale per il successo di molte delle strategie che sono state presentate. Le strategie relative alla coesione territoriale intendono favorire la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e innovare il sistema delle relazioni tra gli stakeholders. Le linee guida suggeriscono un “Patto tra i sindaci” che abbia il compito di formulare un Piano Annuale di Coesione che indirizzi le politiche turistiche comuni a tutto il territorio savonese. Questo piano ha un ruolo strategico nel definire gli obiettivi turistici a scala sovra comunale coordinando gli eventi, gestendo le aree interstiziali tra i comuni, favorendo servizi di trasporto pubblica integrato. L’innovazione del sistema delle relazioni passa attraverso un uso ragionato di una forma di “social network” che favorisca lo scambio di informazioni tra operatori privati, istituzioni pubbliche e ricercatori.