“Ogni giorno di più giungono all’orecchio di chi ha a che fare con il mondo della scuola (genitori, insegnanti, addetti ai lavori a vario titolo…) storie tristissime di alunni cosiddetti diversamente abili (ma che può anche significare portatori di handicap molto gravi) che incontrano sempre maggiori difficoltà per l’inserimento nella scuola che dovrebbe essere di tutti e per tutti e per i quali la piena integrazione appare come un miraggio sempre più irraggiungibile.
Molte e molti di queste bambine e di questi bambini, di queste ragazze e ragazzi, avevano potuto intraprendere negli scorsi anni positivi percorsi di integrazione. Pur tra le mille difficoltà, sofferenze e paure che la condizione stessa dell’handicap di per sé comporta e pur nella limitatezza delle risorse (che non sono mai state del tutto sufficienti) messe in campo dal sistema scolastico per affrontare questo gravissimo problema. Ma – anche – grazie all’incredibile dedizione, alla grande professionalità ed allo straordinario impegno profuso da tantissime e tantissimi insegnanti di sostegno, così come da quelli di materia e di scuola comune e così come dal personale non docente.
Questi percorsi di integrazione, magari non sempre del tutto sufficienti ma certo sicuramente positivi, che avevamo conosciuto nel recente passato, sembrano oggi destinati a interrompersi inevitabilmente, prefigurando ipoteche drammatiche e tristissime per le bambine ed i bambini, per le ragazze ed i ragazzi meno fortunati.
Quali le cause di questo disastro? In primo luogo i tagli alle risorse destinate alla scuola ed agli organici del personale scolastico e, soprattutto, quelli alle ore ed agli insegnanti di sostegno; ma anche i tagli dei finanziamenti agli enti locali che, di conseguenza, sono in gravissima difficoltà (o nell’impossibilità) nel continuare a fornire quelle figure di educatori o di assistenti che coadiuvavano il lavoro degli insegnanti di sostegno consentendo di fornire un servizio più completo ed efficace. E poi c’è il “balletto” degli insegnanti, soprattutto di quelli precari, con tutte le incertezze per il loro futuro ma anche con la discontinuità didattica per gli alunni che spesso, non appena riescono a legare con l’insegnante se lo vedono cambiare.
Il problema più drammatico resta tuttavia quello della riduzione della dotazione oraria per il sostegno che, quest’anno, ha visto la significativa diminuzione delle ore a disposizione di pressoché tutti gli alunni portatori di handicap, determinando in moltissimi casi situazioni di drammatica difficoltà, essendo le ore concesse a ciascuno totalmente insufficienti a coprire le reali necessità.
Si tratta di un fatto inaccettabile, lesivo dei diritti dei bambini e delle bambine (così come sancito anche da numerose sentenze) ed indicativo di un regresso verso l’inciviltà. Eppure questo aspetto dell’istruzione italiana era considerato in tutto il mondo un nostro “fiore all’occhiello”.
Scopo di questa “lettera aperta” è sensibilizzare tutti i cittadini su questo grave problema, ma anche chiedere al Ministro dell’Istruzione, per il tramite del Dirigente scolastico provinciale e del Direttore scolastico regionale, di interrompere la deleteria politica dei tagli al sostegno nella scuola pubblica statale e di garantire alle bambine ed ai bambini, alle ragazze ed ai ragazzi più deboli e sfortunati una prospettiva di inserimento, di integrazione e di speranza”.
Flc – Cgil Savona