
Savona. Nell’ambito del processo che vede a giudizio due savonesi, Giuseppe Cotto e Virgilio Pianti, accusati entrambi di detenzione ai fini di spaccio di droga, questa mattina, in tribunale, è stata ascoltata come testimone la zia di Riccardo Ascioti, il trentenne che il 23 marzo del 2011 era stato ucciso da un’oversose sul Priamar.
Secondo gli inquirenti Ascioti sarebbe stato uno dei presunti acquirenti che si riforniva di stupefacente dai due imputati. Una tesi che non è stata direttamente confermata dalla zia del giovane che però ha ricordato di come il nipote avesse dei debiti con Cotto: “E’ capitato che mi chiedesse dei soldi spiegandomi che li doveva a Beppe. Una volta l’ho anche accompagnato a portargli 270 euro” ha ricordato la donna. La testimone ha precisato di non conoscere il motivo dei debiti: “So solo che mio nipote mi aveva detto di aver chiuso con lui, ma alla fine invece di soldi Beppe gliene chiedeva ancora. In tutto gli avrò dato un migliaio di euro che Riccardo mi ha detto di avergli poi consegnato”.
Cotto e Pianti erano stati arrestati nel giugno del 2011 quando, a Quiliano, all’interno di una baracca in località Tissano dove andavano a dormire. Secondo l’accusa i due sarebbero coinvolti in un giro di spaccio di eroina che sarebbe avvenuto, nei mesi precedenti al fermo, nella baracca dove i due (senza fissa dimora) andavano a dormire, ma anche a Savona nella zona della fortezza del Priamar (da qui il collegamento con Ascioti) e in via Servettaz.
I due però hanno sempre negato di aver gestito un giro di spaccio come contestato dai carabinieri. Un’affermazione che potrebbe essere smentita nella prossima udienza, fissata per il 16 aprile, quando sarà ascoltata come testimone una donna che era stata fermata dopo aver – questa almeno la tesi dell’accusa – acquistato dello stupefacente dagli imputati. La testimone in questione avrebbe dovuto essere sentita già questa mattina, ma non si è presentata in aula. Ragione per la quale, il pubblico ministero ha richiesto l’accompagnamento coattivo della donna per la prossima udienza del processo.