
Savona. Nuovo seguito all’accordo del dicembre scorso per massimizzare le ricadute economiche sul territorio savonese per la realizzazione del progetto di ampliamento della centrale termo elettrica di Vado – Quiliano. Questo pomeriggio, alla Camera di Commercio di Savona, si è infatti svolto un tra i firmatari dell’intesa: Regione Liguria, Provincia, Camera di Commercio e Tirreno Power, che prevede di agevolare le imprese locali nel complessivo investimento previsto sul sito industriale vadese. Dopo un incontro con le stesse organizzazioni sindacali in tema di occupazione, con l’obiettivo di favorire, anche grazie a percorsi formativi, il reinserimento dei lavoratori attualmente in cassa o fuori dal ciclo produttivo.
Nascerà un vero e proprio Osservatorio, per l’indotto produttivo savonese sia nell’ambito del processo dei lavori di costruzione quanto per la fase ordinaria, come ad esempio sul fronte della manutenzione, oltre a diventare strumento di decisione per le stesse modalità di inserimento degli operai colpiti dalla crisi economica.
Camera di Commercio sta elaborando un testo che verrà sottoscritto da enti, azienda e sindacati confederali. “Crediamo che l’istituzione dell’Osservatorio sia un buon risultato, speriamo che sia il luogo della contrattazione e non della semplice informazione. E’ un’occasione irrinunciabile per sanare il pesante deficit di occupazione in questo territorio, dove la situazione diventa più grave ogni giorno, tuttavia è necessario un confronto costante per governare assieme questo difficile ma significativo processo industriale” commenta il segretario provinciale della Cgil Francesco Rossello.
Più polemico il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza, che pur applaudendo alla nascita di un Osservatorio e alla volontà comune di garantire significative ricadute per il savonese, non rinuncia ad una stoccata ai sindaci di Vado e Quiliano: “C’era una aria di grande delusione per il ricorso che verrà presentato dalle amministrazioni comunali, in un territorio che vede un investimento così ingente e con sicure garanzie di crescita e sviluppo di fronte alla crisi, i lavori potevano già cominciare nel prossimo autunno, invece ora si dovrà ancora attendere l’esito della giustizia amministrativa, ritardo l’investimento: speriamo che l’opera possa partire con l’inizio del 2013 o al massimo la primavera prossima”