
Vado L. Finora avevano preferito non esporsi in maniera diretta, ma seguire gli sviluppi della trattative che li riguarda (molto da vicino) da una posizione defilata. Erano sempre rimasti in silenzio davanti ai vari botta e risposta senza entrare nel merito della polemica. Ora che la querelle sull’ampliamento di Tirreno Power di Vado Ligure però sta rischiando di spaccare in maniera definitiva i due fronti (i Comuni di Vado e Quiliano hanno annunciato un ricorso contro la centrale), i rappresentanti della Rsu dello stabilimento vadese hanno deciso di rompere il silenzio.
Maurizio Perrozzi, Giampiero Bozzini, Luca Porcile e Giorgio Bernardini, a nome dei lavoratori, hanno preso carta e penna ed hanno scritto una lettera proprio ai sindaci dei due Comuni che si oppongono all’ampliamento di Tirreno Power per chiedere un incontro urgente: “Ci siamo sempre astenuti da ogni commento sulle vicende che da tempo occupano le prime pagine dei quotidiani, spesso esasperate dai toni contradditori di chi urla di più e da coloro che sono i proprietari della ragione con integralismo e ostinazione”.
“Amarezza, tristezza, sconfitta, rabbia, confusione, incertezza sono i sentimenti che si sono diffusi e moltiplicati tra noi, e tutti gli amici e coetanei che a poco a poco hanno perso, oppure stanno perdendo il lavoro nelle varie aziende del nostro circondario e, non dobbiamo andare molto lontano, basta guardare OCV, Reefer Terminal, senza parlare delle piccole imprese che hanno chiuso i battenti, lasciando le famiglie con un pugno di mosche, ed il pensiero di come arrivare a fine mese. I nostri ‘Beni Comuni’ sono il Lavoro e la Salubrità Ambientale e non dovranno mai essere ridotti a merce di scambio, ed il diritto al lavoro non va mai separato dal diritto alla salute, anche se spesso quando viene meno il primo si finisce per perdere anche l’integrità fisica e mentale” spiegano dalla Rsu.
“Non vogliamo giudicare le forze politiche, né tantomeno le istituzioni locali, ma riteniamo doveroso un atto di responsabilità per dare sviluppo occupazionale ed industriale in una provincia martoriata dalla crisi, che non possiamo risolvere solo con centri commerciali e discariche di rifiuti – si legge ancora nella lettera -. Le decisioni governative di allontanare per tutti il tempo della pensione significa rendere disoccupati una moltitudine di cinquantenni, troppo vecchi per trovare un nuovo lavoro, ma troppo giovani per cessare l’attività. Riteniamo essenziale lavorare insieme, per vincere la scommessa di questo momento difficile, per aiutare coloro che hanno perso il lavoro, e per fare ciò è necessaria ed importante una comunicazione sincera ed onesta, ed un impegno forte delle forze politiche locali”.
“Negli ultimi anni, da quando la pratica quotidiana e la legislazione hanno instaurato un regime di precarietà nei luoghi di lavoro, con la crisi economica si è trovato il pretesto per migliaia di licenziamenti ed un uso massiccio della cassa integrazione; il contrasto fra salute e lavoro si è enormemente acuito, ma sono parti indiscutibili di un unico diritto, che dobbiamo mantenere e tramandare ai nostri figli. Riteniamo che la nostra realtà Industriale rappresenti un’occasione irrinunciabile per costruire nella nostra provincia un modello su cui basare una difesa della dignità dei diritti dei lavoratori al pari di una difesa di un ambiente socialmente sostenibile, ed un’occasione per sperimentare una crescita virtuosa e integrata fra ambiente, lavoro e sviluppo. L’obiettivo di tutti, deve essere quello di trasformare queste esigenze; tutte irrinunciabili e di pari dignità, in una ricchezza e uno stimolo propulsivo per uno sviluppo coerente del territorio, e non certo una divisione o un contrasto, come sempre è avvenuto fra mondo del lavoro ed ambiente”.
“È miope, in questo senso, affrontare la vicenda Tirreno Power con strumentali contrapposizioni politiche con il solo obiettivo di ergersi a paladini della verità. Siamo consapevoli, in fondo, che in questa vicenda come in molte altre del nostro Paese, gli unici a pagare queste divisioni siano solo ed unicamente i lavoratori, diretti e indiretti, ai quali deve essere dato il degno e massimo rispetto. Il salario e il lavoro rappresentano, non soltanto un’esigenza legittima, ma soprattutto una vera emergenza che rischia di minare la dignità stessa e i più basilari diritti di tutti i lavoratori” spiegano ancora dalla Rsu.
“La nostra proposta vuole avvicinare tutti allo stesso tavolo per coniugare un modello di sviluppo per l’innovazione, difesa dell’ambiente e diritto al lavoro basato su regole a sostegno delle imprese e dei lavoratori, offrendo risposte serie a un’emergenza occupazionale che a causa dell’assenza di una politica industriale seria è arrivata a toccare il fondo” osservano Perrozzi, Bozzini, Porcile e Bernardini.
“Riteniamo fondamentale avere un incontro urgente con gli amministratori di Vado e Quiliano per dare seguito ad uno spirito collaborativo e valutando le diverse posizioni per arrivare senza preconcetti ad un risultato comune come rappresentanti dei lavoratori, e cittadini di questo territorio” concludono dalla Rsu della Centrale Vado Ligure.