
Albisola Superiore. “Nel corso del consiglio del 22 marzo l’assemblea dei soci ha nominato come liquidatore della fabbrica Gianfranco Gabriel, commercialista”. Con poche righe stringate la proprietà della Fac ha fatto perveniere alla Prefettura di Savona, dove stamane si teneva il vertice per le sorti della fabbrica, la decisione attesa e, benché scontata, sempre temuta.
Immediata la reazione delle organizzazioni sindacali: “E’ una situazione paradossale, qui si inveisce contro lavoratori e rappresentanze. La liquidazione non offre garanzie. Stiamo lavorando con i legali per istruire un’istanza di fallimento, costituendo i lavoratori come creditori”.
Alla riunione presso il Palazzo del Governo hanno partecipato esponenti del Comune albisolese, della Provincia, sindacati e Rsu. Ma l’azienda non si è presentata: ha comunicato tramite documenti. Dalla assemblea dei soci della Fac-Acf Porcellane e della Alfa, l’holding di famiglia proprietaria degli stabili, è arrivata quindi la nomina del liquidatore.
La storica fabbrica di tazzine, nonostante la presenza di ordini che ne garantirebbero la continuità produttiva, soffoca così schiacciata dai debiti, a partire dall’insoluto pari a centinaia di migliaia di euro con Sorgenia per le forniture di energia elettrica.
I lavoratori hanno deciso di proseguire il presidio e l’occupazione dello stabilimento. “La lotta prosegue e non ci muoviamo di qui” è la risposta degli operai della Fac che da giorni si sono accampati presso la fabbrica. I lavoratori sembrano decisi a non mollare e avvertono: “Di qui non uscirà nemmeno una tazzina”.