
Albisola Superiore. Il momento è conviviale, c’è anche il cinghiale da gustare con la polenta. Focaccia e pizza. Ma tutti sanno che è il giorno più drammatico per la Fac-Acf Porcellane di Albisola. Durante il pranzo di solidarietà presso il sito produttivo (reso possibile dalla partecipazione degli albisolesi) si sdrammatizza, ma la tensione è pronta a salire in vista dell’assemblea dei soci Fac e Alfa, holding proprietaria degli immobili, dalla quale potrebbe uscire la decisione di messa in liquidazione.
“Ci giochiamo l’ultimo pasto” ironizza amaramente qualcuno. Patrizio Lai, della Rsu Uil Bombardier, testimonia la solidarietà tra lavoratori: “Siamo venuti qui per mostrare la vicinanza alla Fac. Ci siamo già mossi per altre aziende e oggi era il caso di replicare perché la situazione è grave. Questa realtà coinvolge tutti: io, come albisolese, sento ancora di più la minaccia di una chiusura che porterà un danno considerevole ad Albisola. Speriamo solo che non si faccia speculazione edilizia: ormai si pensa più a costruire case che a dare da mangiare a famiglie”.
“Cosa voglio dire ai lavoratori Fac? Tenete duro, credeteci, non mollate e fate rispettare i valori quali lavoro, onestà e famiglia. Come metalmeccanici siamo uniti, non vogliamo sentirci divisi come categoria e sindacato. In questo momento di crisi, non devono esserci colori nè bandieri, è un momento storico grave per il lavoro. Per quanto riguarda l’articolo 18, come Uil un segnale lo abbiamo dato, vediamo che succede, non c’è stata ancora una firma, siamo cauti” conclude Patrizio Lai.