
Liguria. “Un buon bilancio siamo soddisfatti, è nato in un periodo non buono per l’economia, ma siamo riusciti a cavarcela”. Così il presidente del gruppo Carige Giovanni Berneschi ha commentato i numeri del 2011, che ha visto un utile netto consolidato di 186,7 milioni (+5,3%), mentre la capogruppo Banca Carige SpA ha terminato l’anno con 175,8 milioni di euro (-2,7%).
La liquidità non presenta problemi per 2011 e 2012 e anche per i primi sei mesi del 2013. “Siamo sul mercato, ma ci dobbiamo dare da fare”. In dettaglio la raccolta è cresciuta del 2,6% (52 miliardi di euro), gli impieghi dell’8,5% (27,5 miliardi). I finanziamenti alle imprese sono saliti del 4,6%, attestandosi a quota 15,4 miliardi, quelli alle famiglie del 2,4% raggiungendo 8,1 miliardi.
“E’ un bilancio che arriva in un anno molto difficile – ha sottolineato ancora il direttore generale Ennio La Monica – ma è un bilancio positivo con un utile finale di 186,7 milioni di euro, con un incremento del 5% grazie a una crescita importante nei volumi di intermediazione. Noi siamo ancora una banca che fa il mestiere tradizionale di raccogliere i soldi dalle famiglie e dalle imprese e di prestarli alle famiglie e alle imprese”.
La crescita è stata importante nei volumi di impiego, e in quelli di raccolta. “Siamo di fronte a una grande fiducia dei nostri clienti che anche nei momenti più difficili dell’anno ci hanno dato la liquidità necessaria per resistere in un momento complicato”.
Se da una parte i punti che danno solidità alla Banca sono clienti e azionisti, Berneschi si è detto comunque pessimista sul futuro: “Non sono ottimista per i prossimi anni – ha spiegato ai cronisti –. Non penso a Grecia e Portogallo, penso ai nostri problemi. Se uno guadagna 2 mila può spendere 2 mila, e così si ha il pareggio di bilancio. Ma che prospettive ha una famiglia che guadagna 1500 e spende 1500? Se si rapporta questo modesto discorso all’Europa – ha sottolineato il presidente di Banca Carige – significa che qualcosa non torna. Bisogna pensare seriamente agli investimenti, se no parliamo solo di sopravvivenza”.