
Savona. “Il regime carcerario non sarebbe incompatibile con lo stato di salute di Antonio Fameli” per questo motivo il giudice Donatella Aschero ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del faccendiere loanese, detenuto nel carcere di Savona dopo essere stato arrestato la settimana scorsa nell’ambito dell’operazione ‘Carioca’ condotta dalla squadra mobile coordinata dalla Procura.
Gandolfo e Frizzi adesso sperano in una decisione diversa da parte del tribunale del riesame di Genova.
Il giudice Aschero, viste le particolari condizioni cliniche del carcerato, accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, falso, trasferimento fraudolento di valori e reati in materia tributaria, ha acconsentito ad un suo eventuale trasferimento in una struttura ospedaliera in grado di accogliere i detenuti. In questo modo Fameli potrebbe essere tenuto sotto continuo monitoraggio da parte del personale medico, dato che quotidianamente deve essere sottoposto a visite cardiologiche.
A decidere l’eventuale luogo di degenza sarà il ministero di Grazie e Giustizia in zona gi unici nosocomi in grado di accogliere il detenuto sarebbero il San Martino di Genova e alcuni ospedali di Torino e Milano.
Questa mattina i difensori del notaio Elpidio Valentino, Giovanni Maglione e Cesare Zaccone di Torino hanno presentato al Gip Donatella Aschiero un’istanza di revoca della misura interdittiva a carico del professionista alassino. Il Gip si è riservato di decidere in merito.
Il notaio della città del Muretto secondo la ricostruzione della Procura sarebbe stato il fulcro dell’attività illecita promossa da Antonio Fameli ed avrebbe sancito la regolarità di alcune operazioni pur senza essere in possesso della documentazione prevista dalla legge sotto il profilo urbanistico.