
Regione. “Fare proposte e valutarne periodicamente il riscontro nelle decisioni della politica oltre a essere un diritto è anche un dovere per le associazioni datoriali che rappresentano l´imprenditoria locale”. Questo il commento di Maruska Piredda, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, al secondo Rating della Regione Liguria realizzato da Confartigianato Liguria e presentato questa mattina alla stampa.
“Purtroppo la situazione dell’imprenditoria ligure, soprattutto quella delle micro e piccole imprese – dice Piredda – sta attraversando oggi forse la sua fase più delicata, basti pensare alle devastanti ripercussioni che la mancanza di commesse di Fincantieri ha già fatto registrare sull’indotto a Genova e ai 700 lavoratori oggi in cassa integrazione nel settore manifatturiero della provincia di Savona. La politica deve dare risposte veloci: le imprese chiedono strumenti per poter lavorare. Dalla fotografia scattata da Confartigianato Liguria sul mondo delle Mpmi, purtroppo la Liguria risulta all’undicesimo posto, nella scala delle altre regioni, per qualità della vita delle imprese e il 57% degli imprenditori riscontra difficoltà nell’accesso al credito dovute alla richiesta di maggiori garanzie da parte delle banche e all’aumento dei tassi di interesse. La politica, soprattutto quella locale, può e deve intervenire per rilanciare il tessuto produttivo, costituito per il 96% da piccoli imprenditori”.
“La strada intrapresa dalla Regione, in collaborazione con le associazioni datoriali, è quella della semplificazione: interventi a costo zero ma che semplifichino la vita delle imprese. In tal senso, ho sottoscritto con convinzione l’emendamento alla finanziaria 2012 per l’abolizione della tassa regionale per l’apertura di nuove imprese artigiane, un balzello pressoché scomparso nel resto d’Italia, e ho presentato la risoluzione per predisporre delle linee guida per l’adozione di pratiche di autocontrollo in materia fiscale, contributiva, giuslavoristica, ambientale e sulla sicurezza del lavoro” conclude.