
Varazze. L’offerta c’è – è una sola, ma, per sindacati e Comune, è anche soddisfacente – e, se andasse in porto, la produzione potrebbe ripartire con tanto di nuove imbarcazioni “sfornate” già entro la fine dell’anno. Eppure l’iter verso una rinascita dei cantieri Baglietto di Varazze resta impantanata per un mancato accordo tra l’azienda interessata all’acquisto (Azimut Benelli) e il liquidatore Federico Galantini.
“Non capiamo perché non si siano ancora seduti attorno ad un tavolo a ‘trattare'”, si chiede il segretario provinciale della Fiom Cgil Alberto Lazzari che, questa mattina, ha partecipato all’incontro con Rsu e amministrazione comunale per il futuro di questa importante realtà del Savonese.
“Il gruppo Azimut ha vinto il ricorso al Tar ed è entrato in possesso dello specchio acqueo di fronte ai cantieri – spiega Lazzari – Ora si potrebbe procedere a valutare più celermente l’offerta dell’azienda, che convice sia i sindacati sia il Comune. Le ricadute a livello industriale e occupazionale sarebbero positive. Si prospetta l’assunzione diretta di tutti i dipendenti e un avvio della produzione a settembre con le prime imbarcazioni in vetroresina prodotte entro la fine dell’anno. A noi sta bene. Quindi, ci chiediamo, perché Galantini non contatta Azimut? In questo modo si perde soltanto tempo e si rischia che l’azienda vada a investire altrove”.
“Il tempo passa, i lavoratori sono in cassa integrazione dall’aprile 2010, non hanno ancora percepito i soldi di gennaio, e fanno fatica ad arrivare a fine mese – continua Lazzari – Bisogna dare loro una prospettiva futura. Questa situazione di stallo fa male a tutti. Invito azienda e Galantini ad un incontro per porre fine a questa pericolosa impasse”.