
Savona. Tre grandi operazioni per restituire equilibrio alla crisi in cui versa il sistema produttivo e industriale savonese. Le rimarca il governatore regionale Claudio Burlando, oggi a Savona per l’assegnazione degli alloggi di social housing. “Siamo in una fase molto complicata, siamo in recessione, il Pil decresce e le realtà soffrono ancora di più. Stiamo seguendo 3 grandi investimenti anche molto contestati” sottolinea.
“Siamo vicini a chiudere l’accordo di Piaggio su Finale che assicura la copertura finanziaria di Villanova, abbiamo chiuso l’operazione a livello amministrativo con Tirreno Power su Vado con un investimento di un miliardo, poi c’è l’operazione Maersk che potrà darà una risposta a livello occupazionale molto importante. C’è infine dell’operazione su Ferrania. C’è lo studio sull’eolico che sarà pronto entro un paio di mesi, inseguiamo l’idea di creare una grande azienda di pale eoliche e componenti vari per tenere insieme la capacità di produrre nuova energia, ma anche la capacità manifatturiera di questa provincia, speriamo che finalmente si sblocchi la vicenda dell’Acna per ottenere le aree bonificate ma non usate e che nuove aziende possano insediarsi. La crisi c’è. Oltre a subire dei colpi bisogna mettere a segno qualche operazione positiva senza assistere passivamente” spiega il presidente della Regione.
“Sulle politiche energetiche abbiamo elaborato un regolamento molto restrittivo. Le indicazioni sono di consumare meno, ridurre la produzione di fonti fossili e investire su nuove fonti energie e sviluppare nuove fonti rinnovabili almeno quintuplicare in Liguria. Bisogna tenere infine presente che il costo dell’energia è un fattore di competitività per le imprese, per questo bisogna trovare degli equilibri; una delle indicazione delle crisi di Ocv è che il costo dell’energia qui da noi è maggiore rispetto che all’estero” commenta Burlando.
Sull’allarme per la nuova pressione fiscale, il governatore aggiunge: “Tutti gli anni siamo appesi, lavoreremo fino all’ultimo per evitare la pressione fiscale; questo significa anche tagli sulla sanità, proviamo fino all’ultimo a contenere le spese e razionalizzare i servizi. A fine anno vedremo, anche perchè appena iniziamo a a tagliare qualcosa inizia la protesta. Il rischio di sforare c’è ogni anno, le risorse che abbiamo a disposizione sono sempre meno. Possiamo fare leva su Irap e Irpef. Useremo questi mesi per spendere meno e non per tassare di più, se non ci riusciamo agiremo di conseguenza”.