
Plodio. Chi ha avuto la fortuna di frequentare questo caratteristico borgo, situato in Val Bormida, fra Carcare e Millesimo, porta con sé legami indelebili con questa terra, il cui nome, non a caso, deriva dal latino medioevale “plodium” (misura agraria, connessa a “plovum”: aratro).
I plodiesi sono gente semplice, dai grandi valori, che molto danno e poco chiedono, prediligendo a tutto il rapporto umano. Fra gli hobby hanno la locale squadra di calcio, che alcuni appassionati ed illuminati dirigenti riescono a mantenere in Seconda Categoria da anni, con sacrifici, passione e fantasia.
Tra questi spicca la figura del presidente Dante Oliveri, autentica bandiera (in prima linea dall’anno della fondazione, avvenuta nel 1997), tanto da poterlo considerare la vera anima della squadra. Presidente atipico, pronto a “tirarsi su le maniche”, svolge mansioni dirigenziali di alto livello, senza disdegnarne, pur di dare l’esempio, altre anche manuali. Sempre presente ai lavori della squadra, vive la partita intensamente, spesso in panchina a fianco del mister, soffrendo o esultando a seconda del risultato.
Prima del fischio d’inizio del derby con il Pallare, fra gli applausi degli spettatori presenti, è stato insignito di un premio di riconoscimento per l’attaccamento dimostrato in tutti questi anni alla maglia biancoazzurra, con una cerimonia a sorpresa e toccante, a testimonianza dell’affetto che lega il gruppo: “Volontà, passione e sacrificio” la scritta sulla targa, consegnata dal dirigente Mirko Casanova al presidente visibilmente emozionato e sorpreso.
Dopo la premiazione si è svolto l’incontro con il Pallare, terminato con il risultato di 4 – 0 per gli ospiti. Il Plodio ha cercato di “vendere cara la pelle”, ma la capolista – autentica dominatrice del campionato – in questo momento è un autentico schiacciasassi, sono altri gli avversari su cui i plodiesi devono fare la corsa.
Al termine dell’incontro, il direttore sportivo Antonio Forte si sofferma volentieri a decantare le virtù del suo presidente: “E’ un uomo d’altri tempi, tutto d’ un pezzo, per lui una stretta di mano vale più di un contratto. Ha sempre lo stesso entusiasmo di quando abbiamo iniziato questa ‘avventura’. Mi sovviene spesso alla memoria un episodio che risale a quindici anni fa: era il primo campionato del Plodio, che avevamo iscritto alla Terza Categoria e Dante Oliveri, a testimonianza della sua duttilità, era il nostro mister. Dopo un esordio in cui, come tutte le matricole, avevamo pagato il noviziato, contro la formazione savonese del Letimbro, vincemmo 5 – 3 e non ho parole per raccontare l’atmosfera dello spogliatoio: una baldoria indescrivibile con cori e canti tutti per lui, autentico leader del gruppo, per ‘bagnare’ la prima vittoria della nostra storia calcistica”.
L’auspicio è che gli dei del pallone possano consentire ai tifosi del Plodio di cullare in futuro qualche grande sogno.
Claudio Nucci