
Borghetto S. Spirito. Restano in carcere i fratelli Salvatore e Vincenzo Garofalo, la coppia di ladri arrestata dai carabinieri di Albenga la notte del 7 marzo scorso. I due questa mattina sono stati interrogati dal gip Fiorenza Giorgi che ha deciso di convalidare l’arresto e di confermare la misura di custodia cautelare in carcere.
Salvatore, classe 1959, nato a Termini Imerese e il fratello Vincenzo, classe 1962, entrambi residenti a Loano, secondo gli inquirenti non avevano altra attività se non quella di prendere di mira attività e esercizi commerciali per sottrarre quanto più denaro possibile, spesso non grandi somme, ma tali da permettere loro di “campare”.
I carabinieri, che li tenevano sott’occhio da tempo, parlano di circa 250 furti l’anno messi a segno dai due Arsenio Lupin “nostrani” nella zona che va da Albenga a Finale Ligure: in pratica, uno ogni giorno e mezzo. L’ultimo l’altra notte, quando sono stati arrestati in flagranza di reato dai militari ingauni insieme ai colleghi di Loano, mentre si introducevano in un ufficio e in una pizzeria di via Michelangelo a Borghetto Santo Spirito. Cento euro la refurtiva, che, insieme ai proventi di altri colpi, sarebbe andata a formare il loro personale “stipendio” da ladri consumati.
L’arresto dei fratelli Garofalo si è concretizzato attraverso intercettazioni ambientali e pedinamenti: i militari hanno ricostruito il loro modus operandi per poi coglierli sul fatto. I fratelli Garofalo erano soliti uscire ogni notte intorno alle 3 per salire a bordo della loro Fiat 500 vecchio modello, di colore nero, con tutto il necessario per compiere dei furti: cesoie, chiavi di ogni tipo, cacciaviti e radio trasmittenti per tenersi collegati in caso di pericolo.
Sono 16 i furti accertati, con i quali i due malviventi hanno preso di mira: l’istituto Itis Albenga di regione Rapalline, il ristorante “Bastian Contrario” di Finale ligure, la biblioteca comunale di Toirano, il ristorante “Il Cappero” di Borgio Verezzi, l’impianto sportivo “Bike Parck” di Finale Ligure, l’azienda agricola “Horta Center” di Ceriale, il bar “Sabrina” di Ceriale, l’autolavaggio Self Service di Toirano, “Ecocentro” di Pietra Ligure e il “Caffè 900” di Loano.
“Vista la costanza nel perpetrare ogni sera uno o più furti, per loro si trattava di una vera e propria attività lavorativa, da momento che non ne avevano altra. Si trattava, insomma, di una coppia da almeno 250 furti l’anno” aveva spiegato dopo l’arresto il tenente Michele Morelli.