
Genova. Ieri prima udienza presso il Tribunale di Genova della causa per diffamazione intentata dal consigliere regionale Pdl Marco Melgrati contro Christian Abbondanza e la Casa delle Legalità.
“I fatti sono noti – spiega Melgrati, presente all’udienza e assistito dall’avvocato Franco Vazio – All’inizio del 2010 era stato pubblicato, sul sito internet www.casadellalegalita.org, e ripreso con enfasi da altri siti, tra i quali ‘Alassio 2009’ e ‘Trucioli Savonesi’, un video dal titolo ‘Alassio, il regno di Melgrati, dove il cemento cola’, dove veniva ripetutamente offesa la mia reputazione, in qualità di sindaco di Alassio. Era così scattata le denuncia per diffamazione, presso la Procura di Genova, competente territorialmente, per i contenuti del filmato e delle scritte in sovrimpressione, che accostavano il mio operato a comportamenti e appartenenze mafiose, a intrecci e appartenenze massoniche e alla presunta incompatibilità del doppio ruolo di progettista e di amministratore pubblico”.
In data 20 luglio del 2011 era stato così firmato il “Decreto di citazione in giudizio” per Christian Abbondanza, e ieri la prima udienza in tribunale a Genova.
“Invitato dal giudice a trovare un accomodamento, ho dichiarato che, se da domani si provvedesse a far scomparire dai vari siti internet e da You Tube il filmato incriminato, gravemente lesivo della mia reputazione, e il signor Christian Abbondanza, tramite il suo sito e con un comunicato stampa, mi rendesse pubbliche scuse, stabilendo un risarcimento oneroso congruo, che devolverò in beneficenza al reparto di pediatria infantile dell’ospedale di Savona, sarò disposto a ritirare la denuncia. Diversamente, si procederà con la successiva udienza già fissata dal giudice a giugno di quest’anno”.
“Nel confermare la mia assoluta estraneità a comportamenti men che leciti – continua Melgrati -avendo anche scritto una lettera al Presidente della Commissione Antimafia, e assolutamente estraneo a contiguità mafiose, paventate nel video, e estraneo anche al mondo della massoneria, essendo stato legittimato nel passato a esercitare il doppio ruolo di progettista e di sindaco, come numerose indagini della Magistratura hanno ormai acclarato, anche in relazione alle mai avvenute pressioni a uffici, dirigenti o commissione edilizia, ribadisco la mia assoluta fiducia nella Magistratura, fiducia ben riposta, nonostante qualche intemperanza nel passato dovuta al mio carattere ‘guascone’, sfociata nelle continue assoluzioni per i procedimenti a mio carico, che hanno dimostrato la mia onestà, rettitudine e buona fede, anche in presenza di errori effettivamente commessi, soprattutto nell’espletamento di una professione difficile quale quella dell’architetto”.
“Auspico una pena esemplare per chi non ha rispetto di niente e di nessuno come dimostrato in mille occasioni dal signor Abbondanza, che ieri brillava per la sua assenza, e che utilizza la diffamazione e il sospetto come strumento”, conclude il consigliere regionale.