
Liguria. Crisi e perdita di posti di lavoro: un binomio che, purtroppo, trova applicazione anche nella nostra regione. In Liguria, infatti, una persona su due è disoccupata. Questo è il dato più allarmante emerso dal report Cgil “Economia e società in Liguria: dinamiche e tendenze 2011 e 2012″, illustrato dal segretario ligure Renzo Miroglio e dal responsabile ufficio economico Bruno Spagnoletti. I dati sono allarmanti e la crisi si dimostra ormai stabile.
“L’unico modo per uscire da questa crisi è puntare su politiche di investimento, di sostegno alle attività industriali, anche attraverso la formazione e l’innovazione – spiega Miroglio – Devo dire che in Liguria abbiamo queste opportunità, che sono costituite da alcune occasioni di sviluppo concentrate sia su Savona che su Genova, ad esempio sono fondamentali le infrastrutture come la Gronda, il Terzo Valico e la collina degli Erzelli. Bisogna puntare su questo per invertire una tendenza che va verso la contrazione dell’attività produttiva, manifatturiera e dell’economia complessivamente intesa”.
Un’economia in grave difficoltà, come sottolinea la Cgil, con il numero di disoccupati che aumenta di anno in anno ed è superiore alla media nazionale. “Notiamo la difficoltà strutturale dell’economia ligure e l’incapacità del mercato del lavoro di assorbire occupazione – dice Bruno Spagnoletti – i dati sono significativi, nel senso che i disoccupati sono aumentati di quasi 50 mila unità nel 2011, tutti i settori sono intrisi e non producono occupazione. Anche la cassa integrazione aumenta, a conferma che ormai la crisi è strutturale e investe i settori strategici”.
Secondo quanto spiega Spagnoletti, gli unici settori in linea rispetto alla media nazionale sono quello dell’hi-tech e il comparto marittimo portuale, con qualche tentativo di recupero da parte del turismo. “Per quanto riguarda gli altri settori abbiamo una crisi che ormai è evidente, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia – spiega il responsabile dell’ufficio economico Cgil – Forse la provincia che paga di più è Savona, ma proprio qui ci sono opportunità di crescita. Bisogna infatti attrarre investimenti e costruire grandi opere. A Savona il porto, Tirreno Power e Piaggio sono occasioni che devono essere colte al volo, perché altrimenti non si potrà uscire dalla crisi”.
Per Spagnoletti anche l’economia di Genova è connessa con le opere di Savona, soprattutto visto che Piaggio ha detto che senza il centro di Villanova d’Albenga porterà via la produzione anche da Sestri Ponente. “Parliamo di sinergia – conclude – bisogna produrre ricchezza e occupazione dal punto di vista industriale”.