
Albenga. Come da copione, il consiglio comunale di Albenga convocato a mezzogiorno si trasforma in bagarre tra minoranza e pochi presenti della maggioranza. Con l’appello ritardato di tre quarti d’ora, infine, l’opposizione lascia l’aula e rinvigorisce le polemiche già avanzate nei giorni scorsi. Ma non solo. Dopo un esposto già presentato in Procura si recherà dal prefetto.
“Credo che intanto bisogna riflettere su quello che è un fatto politico: è la prima volta che nella storia Albenga succede una cosa simile, ossia che un consiglio comunale con un corposo ordine del giorno veda assente perfino chi l’ha convocato, ossia il presidente” incalza Mariangelo Vio del Pd.
“Al contrario, i cosiglieri di minoranza, ligi al loro dovere, sono qui. Credo che questo sia un elemento da valutare non solo politicamente ma anche dal punto di vista degli organi competenti chiamati a supervisionare gli atti di un organo come il consiglio, ossia prefettura e magistratura. Questa situazione è inaccettabile” aggiunge il consigliere del Partito Democratico.
Poi l’affondo: “Abbiamo inviato un esposto alla Procura col quale vogliamo evidenziare agli organi preposti l’andamento anomalo di questo consiglio che non permette ai consiglieri di svolgere le proprie attività: a questo punto, abbiamo forti perplessità su come viene governata la città, è ora di fare chiarezza” rende noto Vio.
Il fatto di una prima convocazione dell’assemblea alle 12 e l’assenza della documentazione in copia per i consiglieri avevano attirato gli strali della minoranza.
“Ormai non si può più parlare di maggioranza: se ci fosse, infatti, si sarebbe presentata a questa seduta. Se, al contario, il sindaco ha deciso di adottare meccanismi di bassa lega come quello della seconda convocazione, è perché è consapevole di non avere il numero legale per poter votare le pratiche che la maggioranza porta in approvazione – conclude Vio – La cosa migliore da fare, in politica, quando non si ha più la maggioranza è prenderne atto e dimettersi”.
Alla fine la seduta odierna è stata sospesa e quindi riconvocata in seconda seduta per mercoledì 7 marzo alle 20,30. Al primo appello effettuato con il consigliere Roberto Tomatis in veste di presidente del Consiglio (quale consigliere anziano, in sostituzione di Massimiliano Nucera), erano presenti i tre consiglieri Silvio Cangialosi, Giovanni Pollio e Roberto Tomatis, numero insufficiente per il regolare svolgimento della seduta.
Al secondo appello, svoltosi più tardi, erano presenti nove consiglieri comunali: Silvio Cangialosi, Francesco Papalia, Alberto Passino, Giuseppe Pelosi, Giovanni Pollio, Antonello Tabbò, Roberto Tomatis, Simona Vespo e Mariangelo Vio; anche in questo caso numero non sufficiente per il raggiungimento del quorum legale.