
Varazze. Non si rassegnava alla fine della loro storia d’amore e non accettava di non poter più vedere la sua ex, di 14 anni più grande, che invece voleva tagliare i ponti. Un trentenne genovese aveva così iniziato ad aspettarla sotto casa ed in ufficio, a seguirla e a telefonarle a tutte le ore del giorno. Comportamenti che avevano finito per diventare una vera e propria persecuzione per la donna, tanto che lei esasperata lo aveva denunciato per stalking.
L’uomo però aveva continuato ad infastidirla: le telefonate, gli sms ed i pedinamenti erano infatti continuati ed i toni si erano fatti sempre più minacciosi. Il trentenne rinfacciava alla ex di averlo lasciato e denunciato e non gli risparmiava insulti e minacce. Dalle parole però, il 13 giugno dello scorso anno, l’uomo era passato ai fatti: nel corso di una discussione con la donna l’aveva spintonata e le aveva strappato di mano il cellulare (episodio che gli era costato l’accusa di rapina). In un altra occasione poi, mentre la pedinava in macchina, l’aveva fatta cadere con il motorino facendole procurare lievi contusioni (prognosi di tre giorni).
Questa mattina lo stalker, che era assistito dall’avvocato Alfonso Ferrara, ha patteggiato un anno di reclusione davanti al giudice Donatella Aschero. L’uomo, che al momento è ai domiciliari in una comunità genovese, ha anche risarcito la vittima con mille euro.