
Savona. “Personalmente non arrivo alla fine del mese, i giovani sono disoccupati, le aziende chiudono”: è il quadro sconsolante descritto da uno dei lavoratori che questa mattina hanno partecipato allo sciopero che mette l’accento sulla crisi industriale che colpisce il Savonese e che vuole arrivare fino a Roma.
“Siamo una provincia dei senza lavoro”, dice un altro manifestante. “E’ una tragedia – gli fanno da eco i colleghi – Questa era l’unica azione che si poteva intraprendere per far capire che noi ci siamo, che vogliamo lavorare e non vogliamo rassegnarci a questa situazione”.
“Le nostre risorse e istituzioni locali non possono farcela da sole a risolvere tutti i problemi dell’economia savonese, questo messaggio non deve rimanere inascoltato”: grida uno dei dipendenti delle tante realtà a rischio chiusura del nostro territorio. La richiesta è che il governo Monti apra un tavolo di confronto ad hoc.
“Dico solo che hanno tentato di mettere generazioni contro generazioni, Nord contro Sud, articolo 18 a fronte della stabilità del lavoro, ma è solo con l’unità che potremmo ottenere qualcosa”, sentenzia una donna che partecipa al corteo. Con lei, oltre un migliaio di cittadini in crisi.
Sono una sessantina le aziende savonese “zoppicanti” e quasi 3 mila i lavoratori coinvolti, tra diretti e indotto.