
Savona. Sciopero generale contro il governo, contro l’inerzia dell’industria savonese e contro i tagli al trasporto pubblico: si intrecciano le ragioni di contestazione nella protesta del primo marzo a Savona. Oltre il 90% del personale viaggiante ha aderito allo sciopero del trasporto pubblico locale nel savonese.
In piazza anche l’assessore regionale al lavoro e ai trasporti Enrico Vesco. “Il tema del trasporto si lega a quello delle risorse – spiega a Savona – Ad oggi sono preoccupato perché per il 2012, pur essendoci stato un recupero rispetto alle risorse iniziali (si parla di 1 miliardo e 600 milioni) risultano comunque insufficienti”.
“Ma ancora peggio andrà nel 2013 – rincara l’assessore Vesco – Monti si era impegnato con la fiscalizzazione delle risorse a garantire oltre 2 miliardi di euro per poi fare marcia indietro e dire che quella cifra non è più raggiungibile. Le Regioni sono comunque compatte: abbiamo rotto il tavolo delle trattative col governo se le nostre richieste non saranno soddisfatte. Quello di oggi è un messaggio per il governo da un settore strategico per la nostra economia”.
Conferma anche Claudio Schivo, segretario della Cgil Trasporti: “Abbiamo voluto unire lo sciopero dei trasporti a quello dell’industria. Sussiste un’incertezza per la mancanza di risorse per trasporto su gomma e su ferro con lamentele dell’utenza e difficoltà lavoratori. Le difficoltà del settore trasporti si uniscono alla crisi industriale”.
“Le aziende che hanno una storia importante a Savona, tipo Reefer Terminal, hanno presentato richiesta per ammortizzatori sociali. Se la portualità risente della difficile situazione economica, va in crisi anche la compagnia portuale” aggiunge il sindacalista.
“Per Tpl si viaggia a vista, come si dice in gergo – conclude Schivo – Stiamo facendo ancora ragionamenti sul 2012: non ho la certezza che le risorse dichiarate siano spendibili già da subito. E il 2013 sarà anche peggio”.
Anche Roberto Speranza, segretario provinciale Fit Cisl, sottolinea: “Il governo non ci dà certezze ma solo vuoti slogan. Sul trasporto pubblico è necessario che si metta nero su bianco che i soldi ci sono, come hanno fatto Provincia e Comune di Savona che hanno messo soldi proprio. Abbiamo bisogno di uno sforzo comune tra autorità portuale e unione industriali, siamo alla frutta”.
Su Reefer: “Oltre il 50% dei lavoratori rischiano cassa integrazione, a causa di una riduzione notevole dei traffici. L’azienda dice che lavorerà per mettere una pezza ma la situazione è difficile per l’azienda e per l’indotto” osserva Speranza.
Sulla compagnia portuale pesa anche una causa che rischia di fra saltare equilibri finanziari. “Così si rischia di mettere 250 famiglie fuori dal mondo del lavoro, non so dove si vuole arrivare” ammonisce il segretario della Fit Cisl.