
Savona. Sono più di mille, tra lavoratori, delegazioni di tutte le aziende in crisi e rappresentanti politici, le persone che stanno partecipando questa mattina al corteo organizzato a Savona in occasione dello sciopero di quattro ore indetto dai direttivi provinciali di Cgil, Cisl e Uil per la sola provincia di Savona. I manifestanti arriveranno sotto la Prefettura dove una delegazione chiederà di essere ricevuta dal Prefetto. Tra i presenti anche gli assessori regionali Guccinelli e Vesco, il presidente della Provicnia di Savona, Angelo Vaccarezza, i sindaci Berruti (Savona), Caviglia (Vado), Ferrando (Quiliano), Righello (Millesimo), i consiglieri regionali Miceli, Boffa, Quaini, Russo.
“Mi pare che questa giornata sia necessaria. E’ importante che ci sia stata questa reazione delle organizzazioni sindacali che pongono un problema di dove sta andando questo territorio e questa provincia” è stato il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Renzo Guccinelli, presente al corteo.
“Io credo – osserva Guccinelli – che la situazione sia da un lato pesante, ormai di tavoli di crisi industriale nel Savonese sono tantissimi, ma dall’altro credo che questo sia un territorio in grado di attivare in breve tempo una quantità importantissima di investimenti nel settore industriale. Penso a Piaggio, Maersk e Tirreno Power che possono garantire una ricaduta importante di lavoro per le imprese savonesi e per i lavoratori di queste zone”.
“Per questo occorre davvero che ci sia una volontà comune del territorio, isitituzioni, organizzazioni di categoria e di lavoratori, per fare in modo che partano rapidamente tutte le opportunità di investimento e attraverso questo si possa dare una risposta a diverse crisi che se no difficilmente potrebbero trovare soluzione” conclude Guccinelli.
“La situazione è molto grave, è importante questa presa di responsabilità da parte delle istituzioni innanzitutto, e poi dei sindacati e dei lavoratori – è il commento dell’assessore regionale Enrico Vesco – Questo è un grido d’allarme che vuole arrivare al governo che deve avviare un tavolo di confronto sulla grave crisi industriale del Savonese. Sono preoccupato perchè vedo in questo governo un grande attivismo per dare risposte da un punto di vista finanziario, alle banche, ai grandi capitali, ma nessun impegno per ciò che concerne il dramma del lavoro. Spero che, da questo appello savonese, il governo possa essere più presente su un tema che sta scatenando proteste nel paese. Questi lavoratori hanno bisogno di risposte certe e rapide”.
“Purtroppo non avevamo timori sulla risposta della piazza” aggiunge il segretario della Cgil Francesco Rossello che spiega: “Dico ‘purtroppo’ oggi a manifestare ci sono persone che sentono sulla propria pelle gli effetti crisi. Molti di loro fanno parte di aziende che hanno chiuso o stanno per chiudere, alcuni sono in cassa integrazione o in mobilità e hanno il problema di ricollocarsi in una reltà che non dà prospettive. Con questo sciopero noi abbiamo solo interpretato un forte disagio, ora il problema sarà la risposta che le istituzioni, ad ogni livello, saranno in grado di mettere in campo”.
“Oggi, così come il primo marzo del 1944 la classe operaia si unisce per chiedere lavoro: il lavoro costituisce salute e libertà”, conclude il neo segretario provinciale Uil, Giuseppe Giangrande.