
Vado L. 240 occupati attuali, 80 nuovi assunti dal 2008 al 2011 e per il 2012 sono in arrivo altri inserimenti. Numeri importanti da parte di Tirreno Power e della centrale termoelettrica di Vado Ligure sul fronte del lavoro, se pensiamo che si riferiscono al periodo di crisi economica. Con il progetto di ampliamento l’azienda ha inoltre confermato il suo impegno per il territorio savonese e per l’emergenza occupazionale.
“Tirreno Power ha dato un segnale in controtendenza” spiega Alessandro Bernardini, direttore del personale di Tirreno Power. “Abbiamo visto in questi anni processi di riorganizzazione significativi, sia per le liberalizzazioni del settore elettrico che hanno comportato conseguenze a livello produttivo e organizzativo, sia per il riassetto occupazionale della centrale, dando in questo modo un segnale di rilievo al territorio”.
“Sul fronte della crisi savonese e dell’ipotesi di assorbimento di lavoratori usciti dal ciclo produttivo confermiamo quello che ha già detto il nostro amministratore delegato Giovanni Gosio in vari tavoli istituzionali: faremo la nostra parte sin da adesso, ma soprattutto quando partirà il progetto ed i lavori sull’impianto, ai problemi occupazionali che stanno colpendo il bacino vadese. E allo stesso modo dobbiamo pensare alle generazioni future, in quanto esiste un problema per la generazione di lavoratori 50enni, ma è altrettanto presente una difficoltà di impiego per i i giovani e le nuove generazioni” sottolinea ancora Bernardini.
“Ultimamente abbiamo cambiato proprio l’aspetto generazionale della popolazione aziendale. L’età media è intorno ai 43 anni, quando prima era intorno ai 50. Soprattutto, il personale tecnico e laureato si attesta intorno al 90 per cento. Anche i mestieri sono profondamente cambiati. In centrale il contenuto tecnico delle professionalità è molto elevato, così come la stessa qualità del lavoro e dell’occupazione” aggiunge il direttore del personale di Tirreno Power.
In relazione alle dinamiche occupazionali Tirreno Power ha intenzione di rafforzare ancora di più il rapporto con scuole ed il mondo accademico: “Per l’azienda è una collaborazione fondamentale. Altrettanto importanti sono i percorsi formativi: basti pensare che il primo anno di assunzione i giovani passano il primo anno di lavoro per il 60 per cento in aula formativa. Ulteriore conferma dei processi tecnologici che vengono gestiti e del grado di preparazione necessario per gestirli” conclude Bernardini.