
Albisola S. Non ci sono aziende di serie A, da salvare assolutamente, e realtà di serie B, per le quali attendere passivamente l’evolversi dei fatti. Lo dicono alcuni dipendenti dell’azienda Fac di Albisola Superiore che non accettano l'”arrendevolezza” mostrata da alcuni rappresentanti sindacali che, dicono, “ci considerano già chiusi”.
“Siamo un gruppo di dipendenti Fac, in cassa integrazione ormai da 2 mesi – scrivono i lavoratori nero su bianco – Vorremmo attirare l’attenzione dei segretari sindacali anche sulla nostra
situazione. Siamo ben consci che purtroppo ci sono diverse aziende in seria difficoltà e che, nel nostra caso, ci siano stati anche degli errori della gestione precedente che hanno rallentato la ripresa, ma ricordiamoci che dal 2006 ad oggi l’azienda ha recuperato un grossa quota di mercato con clienti importanti, che hanno contribuito a valorizzarne il nome”.
“Fac è una fabbrica storica con 150 dipendenti e non merita di essere chiusa e di essere considerata di serie B – continuano i lavoratori – Chiediamo quindi che lo stesso impegno dimostrato con Ocv, che ha tutta la nostra solidarietà, venga rivolto a tutte le aziende in crisi inclusa la nostra, estendendo quindi la richiesta per un tavolo di Governo, affinchè il ministro dello Sviluppo Economico Passera possa prendere atto delle enormi difficoltà economiche e sociali che affliggono la nostra provincia, ma soprattutto per salvaguardare posti di lavoro”.
“Non siamo interessati alla cassa integrazione ad oltranza, ma vogliamo che la nostra azienda possa riprendere la sua attività, così come lo vuole la proprietà, attualmente invece ci vediamo costretti a cancellare tutti gli ordini in portafoglio. Crediamo obiettivamente eccessivo che alcune sigle sindacali ci considerino già chiusi”, concludono i dipendenti Fac.