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Il vento ritarda il varo della boa ondametrica. I tecnici assicurano: “E’ una Rolls-Royce del mare”

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Il vento ritarda il varo della boa ondametrica. I tecnici assicurano: “E’ una Rolls-Royce del mare”
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Andora. Il vento ha reso impossibile il varo della boa ondametrica che, insieme ad altri sofisticatissimi strumenti, dovrebbe d’ora in poi tenerlo “sotto controllo” e avvisare, ad esempio, gli addetti ai lavori di rischi di mareggiate per le nostre coste.

Il tutto sarà rimandato al pomeriggio, tempo permettendo. La boa ondametrica sarà posizionata 2 miglia a SudSudOvest di Capo Mele, su un fondale di circa 80 metri, nel punto di coordinate 43° 55′ 18’’ latitudine Nord e 8° 10′ 50’’ longitudine Est; un punto strategico, che permette di caratterizzare sia il tratto costiero Ventimiglia-Andora, sia quello Alassio-Savona, grazie alla diversa azione delle correnti che risente di entrambi i tratti.

Il posizionamento della boa sarà effettuato dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese realizzato da Ageotec e Etg; Ageotec è una società italiana operante nel settore delle tecnologie subacquee e oceanografiche, specializzata in ingegneria ambientale, costruzioni marittime, sviluppo e produzione di robotica subacquea, sonde, ricerca scientifica e sicurezza; ETG è una società specializzata in sviluppo di sistemi di monitoraggio ambientale terrestre, in particolare di centraline meteorologiche a terra.

Questa mattina tecnici dell’Arpal hanno spiegato il funzionamento di questa “Rolls Royce del mare”, così come l’hanno definita proprio gli addetti ai lavori. “La boa funzionerà in modo autonomo – riferisce l’ingegner Gallino, responsabile del progetto – E’ dotata di pile ad alta tecnologia, al litio e al piombo, che garantiscono un anno di vita nei climi più impervi. Basti pensare che è stata lasciata un anno in Antartide e non ha perso nemmeno dato in un intero anno. Questo strumento misurerà ogni 30 minuti i parametri meteorologici (moti ondosi, altezza delle onde, intensità del vento e delle correnti): dati importantissimi, ad esempio, per episodi di inquinamento marino, per monitorare le correnti marine e, in generale, per testare la salute del mare”.

“Una serie storica di questi dati permetterà agli ingegneri marittimi di progettare in modo ponderato tutte le opere a mare: quanto dovranno essere alti i vari pennelli e dighe e quali direzioni devono avere rispetto al moto ondoso. Questo perché, quando arrivano le mareggiate, se un porto non è ben protetto ci possono essere danni gravi – spiega Gallino – Questa boa è stata prodotta in Norvegia, è una Rolls-Royce del mare: all’interno ha degli accelerometri che misurano i moti verticali della boa per ricostruire il moto ondoso. Nella parte alta abbiamo poi alloggiato due anemometri super tecnologici, uno die quali sonico, poi doppie capannine che alloggiano i sensori di pressione, temperatura e umidità. Abbiamo anche trasmettitori avanzatissimi che assicureranno l’invio preciso di dati. E ancora, sensori di corrente con fasci acustici che indicano direzione e intensità della corrente dalla superficie del mare fino al fondale”.

“Si tratta di uno strumento utile ad Arpal ma anche alla Regione perchè il dato scientifico è la base su cui possiamo programmare e pianificare le nostre attività: penso alla protezione civile e all’importanza della boa per la prevenzione e pianificazione della nostra costa e per la stesura di progetti di difesa del litorale”, è il commento dell’assessore regionale all’Ambiente Renata Briano.

Soddisfazione anche da parte del padrone di casa, il sindaco Franco Floris: “Non è qualcosa di importante solo per Andora bensì per tutta la regione: è in grado di avvertirci in via preventiva del pericolo-mareggiare e di difendere dunque i nostri arenili. Questi sono dati che, legati a Capo Mele, assumono un’importanza nazionale. Capo Mele è infatti un centro di meteorologia molto conosciuto e importante. Ringrazio Arpal e Regione”.

“E’ uno strumento importante perché rileva dati oggettivi sullo stato del mare – interviene il capitano Alessandro Campello, comandante 115° Squadriglia Radar dell’Aeronautica Militare di Capo Mele – Adesso i bollettini meteo vengono emessi dagli osservatorei presenti in squadriglia, facendo un’osservazione a vista, quindi piuttosto empirica, che dipende anche dall’esperienza del personale: l’introduzione della boa garantisce una maggiore affidabilità”.

“Qui a Capo Mele si lavora in maniera tranquilla – dice ancora il capitano Campello – Il sito è principalmente per la difesa aerea: da qui osserviamo il cielo in due modi, con il radar e con osservatori meteo che compilano ogni ora i bollettini. La collaborazione con l’Arpal, iniziata 5 anni fa, trova comunque oggi il suo apice e ci dà la possibilità di migliorare il nostro servizio”.

Questo pomeriggio, tempo permettendo, si passerà al varo della boa. Dopo averla predisposto nel porto di Andora, verrà trascinata a pelo d’acqua verso il punto previsto dall’imbarcazione Alfarà, una motonave imperiese del 1975, lunga 5.09 m e larga 3.46 m. Il corpo morto in ferro – un peso di 600 kg costituito da 2 ruote di treno saldate insieme – necessario per l’ancoraggio della boa al fondale verrà sostenuto da palloni gonfiabili e trascinato anch’esso sull’acqua. Giunti a destinazione, verranno sgonfiati i palloni di sostegno: il corpo morto affonderà velocemente, portandosi dietro la boa attraverso la linea di ancoraggio.

Si tratta della parte più spettacolare dell’intera operazione, perchè la boa, come un disco volante, planerà velocemente sull’acqua fino a raggiungere il punto prefissato. La linea di ancoraggio è costituita da fibre in plastica e fili di acciaio, ha uno spessore di 5 cm e assicura resistenza e mobilità della boa in un raggio di 200m, permettendole così di misurare correttamente il moto ondoso. Per qualsiasi evenienza la boa è dotata di un ricevitore GPS, che ritrasmette costantemente via satellite la sua posizione. La boa inizierà subito a registrare i dati e a inviarli con cadenza oraria alla vicina base della 115° Squadriglia Radar dell’Aeronautica Militare di Capo Mele.

Redazione
22 Febbraio 2012 alle 11:32
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