
Villanova d’Albenga. E’ una corsa contro il tempo quella che sta compiendo la Regione Liguria per evitare la procedura di infrazione europea e le conseguenti multe, che si tradurrebbero in un immediato aumento dei costi per i cittadini liguri. Il nodo da sciogliere è quello della depurazione delle acque nel ponente savonese (da Albenga ad Andora più tutto l’entroterra della Valle Lerrone), a 24 ore dallo sblocco della situazione nel levante ligure con la discussione sul depuratore di Rapallo.
L’annuncio dell’imminente sblocco del progetto è stato dato dal Governatore della Liguria ad IVG.it attraverso un “tweet”: “Ci saranno presto novità, entro febbraio: pensiamo di riuscire a sbloccare anche il depuratore di Villanova e così il Ponente sarà a posto”.
Dovrebbe quindi chiudersi l’annosa vicenda sull’ubicazione del centro di depurazione che in questi anni ha fatto discutere sia le giunte comunali sia quelle provinciali, dando finalmente una risposta non solo a livello ambientale ma anche turistico, visto che la depurazione è uno degli obblighi per l’ottenimento della “Bandiera Blu” per le spiagge.
Non è ancora chiaro cosa succederà invece ad Alassio. L’amministrazione Avogadro ha infatti deciso di aderire al depuratore consortile abbandonando il progetto che voleva un depuratore cittadino in località Sant’Anna. La gara si è svolta e la ditta che si era aggiudicata l’appalto, ossia la Severn Trent, potrebbe quindi chiedere un risarcimento milionario al Comune nel caso, come tutto lascia intendere, svanisse l’ipotesi alassina.
In ogni caso sembrerebbe scongiurata l’ipotesi di infrazione europea per la Liguria dato che, con lo sblocco di Rapallo e Villanova, sarebbero sanate le due situazioni sulla quale pendeva la scure di Bruxelles.