
Savona. Passo indietro del Comune di Savona sulla tassa di soggiorno dopo il confronto con Unione Provinciale Albergatori, Federalberghi e Confartigianato. L’imposta, invisa agli operatori già alle prese, oltre che con costi elevati, anche con le variazioni di Imu e Iva, esce fuori dall’agenda di Palazzo Sisto.
“La discussione era già in stadio avanzato – spiega l’assessore Paolo Apicella – Abbiamo ascoltato le associazioni di categoria e riflettuto. Di fronte a problematiche tecniche e agli impegni già presi dal settore già dall’autunno scorso con clienti, tour operator e sistema turistico, abbiamo deciso di mettere da parte la tassa di soggiorno. Siamo però sempre convinti che sia uno strumento di attualità e non la escludiamo per l’anno prossimo”.
“Come assessore sviluppo economico non ero entusiasta di questa tassa – conferma Apicella – Ma bisogna tenere conto che ci avrebbe consentito buone risorse. Ora torniamo indietro”. Il riferimento è ad un mancato introito di 100 mila euro circa per le casse comunali. “Si ripristina la situazione al calo delle risorse, ma resta fermo il coinvolgimento diretto degli operatori sulle strategie turistiche della città”.
Soddisfatto Carlo Scrivano, direttore dell’Upa: “Il Comune di Savona ha svolto un ragionamento corretto dopo l’incontro, proficuo, con gli esponenti del settore. Non era pensabile che le risorse economiche finissero in parte come tassa di scopo e in parte in un calderone indistinto. Ci pare che si sia arrivati ad una scelta ragionevole”.
“Ora bisogna andare avanti con il confronto tra il pubblico e privato, sul quale siamo sempre ampliamente disponibili, come dimostriamo nel Matching sul Turismo di Finalborgo. Le istituzioni devono comprendere lo sforzo del nostro settore, quasi eroico, con persone che creano lavoro e sviluppo, oberati da costi eccessivi e burocrazia stritolante rispetto ai competitor”.