
Savona. Si è costituito anche a Savona il Comitato Territoriale che appoggia la campagna per i diritti “L’Italia sono anch’io”. A farne parte fin dall’inizio: Acli, Arci, Caritas, Cgil di Savona e Comune di Quiliano. “Lo scopo della campagna è quello di arrivare ad una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani, nonché ad una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori migranti regolarmente presenti in Italia da cinque anni” spigano dal Comitato.
Di recente hanno aderito al Comitato anche il Comune di Savona e le Associazioni Altromondo di Quiliano e Donne in Nero contro la guerra. Nel mese di Febbraio verranno organizzati i seguenti presidi per poter firmare le proposte di legge sostenute dal Comitato: Savona 3/4 febbraio Piazza Sisto IV; Savona 6 e 13 febbraio presso il mercato del lunedi; Cairo giovedi 9 febbraio presso il mercato; Millesimo sabato 11 febbraio presso la piazza del comune; Celle Ligure venerdi 10 febbraio presso l’edificio comunale; Quiliano giovedi 9 febbraio e sabato 11 febbraio. Ulteriori iniziative in via di definizione riguarderanno i Comuni di Vado Ligure, Spotorno e Noli.
“La proposta di legge per il diritto di voto alle amministrative riguarda il diritto di voto in città, province e regioni per stranieri provenienti da paesi extraeuropei (gli europei godono già del diritto) in possesso di titolo di soggiorno da 5 anni per il suffragio universale nelle comunità locali. L’Italia dà lavoro agli stranieri e per lavoro ne consente la regolarizzazione. Anche il lavoratore straniero paga le tasse ma non può scegliere chi deve amministrare la città in cui vive. Il valore dell’IRPEF versato allo Stato è pari a 6 mld di euro (Il sole 24ore del 9 nov 2011) ed è pari al 4.1% dell’imposta versata. Questa proposta, peraltro, mette in atto un principio contenuto nella Convenzione di Strasburgo del 1992. Oggi risiedono sul territorio della Provincia di Savona circa 21800 stranieri, che
rappresentano il 7.4% della popolazione totale e la crescita del fattore demografico della provincia” spiegano dal Comitato.
Sulla proposta di riforma delle legge sulla cittadinanza invece la campagna per i diritti “L’Italia sono anch’io” sottolinea: “Chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno è Italiano. Oggi si può nascere in Italia ma non essere considerati italiani. Questo succede a chi ha genitori di origine straniera, è nato e cresciuto qui, ma solo compiuti i 18 anni può chiedere la cittadinanza. Se fosse nato in America, sarebbe americano”.
“Lo Ius soli riconoscimento della cittadinanza per minori non nativi e che vanno a scuola. Lo ‘ius soli’ fa riferimento alla nascita sul ‘suolo’, sul territorio dello Stato e si contrappone, nel novero dei mezzi di acquisto del diritto di cittadinanza, allo ‘ius sanguinis’, imperniato invece sull’elemento della discendenza o della filiazione. Per i paesi che applicano lo ius soli è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori. L’Italia è un Paese che accoglie i bambini stranieri, vanno a scuola, hanno amici e si sentono italiani, ma dovranno affrontare un lungo percorso burocratico se vogliono ottenere la cittadinanza. Viene quindi proposta la competenza dei sindaci nella procedura di attribuzione della cittadinanza, per promuovere un federalismo che conferisca al territorio la responsabilità di verificare i presupposti per la cittadinanza, avvicinando in tal modo le decisioni alle persone e alle comunità coinvolte”.