
Vado. Si è svolto stamane l’incontro tra il Gruppo Segesta e le organizzazioni provinciali di categoria di Cgil, Cisl e Uil per fare il punto sulla situazione del Centro Vada Sabatia di Vado Ligure a fronte dei tagli annunciati dall’Asl2.
Segesta era rappresentato dai vertici del gruppo, la responsabile della Gestione operativa Catia Piantoni, il responsabile delle Risorse umane Cesare Calcinati, oltre che dal direttore amministrativo di Vada Sabatia Simone Simonetti.
Già nel 2011 e nel 2011 l’Asl savonese aveva limitato i ricoveri effettivamente effettuati presso Vada Sabatia rispettivamente del 30% e del 25% rispetto a quanto previsto dai contratti di servizio stipulati con Segesta. Pertanto una riduzione quale quella prospettata porterebbe a un sottoutilizzo della struttura tra il 35 e 40 % , relativamente a quanto finora convenzionato con l’Asl.
La copertura dei posti letto prevista dai contratti 2010 e 2011 corrispondeva a quanto era stato indicato dalla Regione Liguria e dell’Asl nel momento in cui Segesta era intervenuta per assumere la gestione della struttura di Vado, impedendone la chiusura dopo l’abbandono per difficoltà finanziarie da parte della Fondazione Ferrero di Alba, e confermava appunto i programmi che erano stati stabiliti per la stessa Ferrero.
Questo viene ricordato per sottolineare quanto sia grande già ora lo squilibrio tra programmi, precedenti previsioni di budget e reale impiego della struttura, e come si possa determinare una situazione di crisi se questo squilibrio dovesse accentuarsi.
Questa situazione è stata presentata alle organizzazioni sindacali, che si sono fatte carico delle preoccupazioni e hanno anticipato che saranno assunte ulteriori iniziative di sensibilizzazione delle autorità pubbliche preposte.