
Finale L. Nel maggio del 201o era finito in manette con l’accusa di aver sequestrato e violentato la sua ex fidanzata. Questa mattina, in tribunale a Savona, è stata celebrata un’udienza del processo che vede a giudizio per quell’episodio un ventinovenne paraguiano, A.P., di Finale Ligure.
Secondo l’accusa l’uomo, che non si sarebbe rassegnato alla fine della loro storia, avrebbe avvicinato la ex fidanzata, all’epoca diciannovenne, costringendola con ripetute minacce e violenza fisica a salire sulla sua auto e poi, di fatto, l’avrebbe sequestrata per alcune ore violentandola. Dai racconti della ragazza era emerso che l’uomo l’avrebbe minacciata e picchiata per ore, prima di violentarla ed infine “liberarla”. A quel punto la giovane aveva trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori e si era presentata al pronto soccorso del Santa Corona di Pietra Ligure dove era stata visitata. Nel frattempo i militari si erano messi sulle tracce dell’uomo che era stato arrestato nei pressi della stazione ferroviaria di Pietra Ligure.
Le accuse a suo carico sono di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Questa mattina nel corso del processo, celebrato rigorosamente a porte chiuse, sono state ascoltate diverse testimonianze tra cui quella della presunta vittima della violenza. Inoltre sono stati sentiti come testimoni un’amica della ragazza che avrebbe riferito di averla sentita al telefono nelle ore in cui sarebbe stata sotto sequestro e di non aver percepito che si trovava in una situazione di pericolo. Infine è stata sentita la titolare di un albergo (l’imputato aveva infatti riferito di essere stato nella struttura con la ragazza) che però non si sarebbe ricordata di aver registrato la coppia in hotel.
Il processo è stato poi rinviato al 25 giugno prossimo. Nella prossima udienza saranno ascoltati alcuni militari del Ris che hanno svolto gli accertamenti sugli indumenti della giovane. Il Collegio dei giudici intanto ha disposto anche che vengano svolti accertamenti sulle celle agganciate dai cellulari dei due nel giorno in cui si sarebbero verificati gli abusi.