
Albenga. Dilaga la protesta degli autotrasportatori: blocchi anche al casello di Albenga, dove è stato allestito un presidio dagli aderenti allo sciopero indetto da Trasporto Unito. Tir fermi hanno provocato rallentamenti e parasi del traffico al varco ingauno della A10. Lo svincolo è stato chiuso in uscita (resta invece agibile in entrata), mentre sul posto si sono riunite pattuglie di carabinieri, polizia municipale e stradale per monitorare la manifestazione.
“Monti faccia una riforma per l’autostraporto: un trasportatore deve fare 10 mila litri di gasolio, che costano oltre 17000 euro, per avere uno sconto di 190 euro. Guadagniamo di più a fare l’elemosina ai lati delle strade, non vogliamo essere presi in giro” dice Paolo Dima, vicecoordinatore di Trasporti Uniti sulla Liguria.
Secondo Trasportounito l’adesione al fermo nazionale è “superiore a qualsiasi aspettativa”. Assemblee territoriali si sono svolte a partire da questa notte in varie regioni del Paese e il numero delle imprese che hanno deciso di fermare i servizi continua a crescere ora dopo ora. “Proprio l’adesione – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – sta dimostrando la gravità della crisi in atto. Trasportounito, in quanto organizzazione autonoma e indipendente, si sta facendo interprete di un disagio che è reale e tangibile per le imprese così come per le famiglie dei tanti autotrasportatori che si stanno battendo per la sopravvivenza”.
“La protesta è nazionale – spiega Paolo Dima – Come si permette la società autostrada di aumentare le tariffe? E’ una istigazione. Sono aumenti improponibili. Si fanno gli aumenti senza interpellare nessuno. In questi giorni abbiamo dato disponibilità anche alla Sicilia di appoggiare la protesta”, continua Dima. “Abbiamo sempre pagato tutto, ora a 60 anni faccio fatica ad andare avanti e rischio il posto di lavoro. Mi auguro che la protesta vada avanti in modo democratico, senza l’intervento delle forze dell’ordine”.
La protesta era iniziata con il “movimento dei forconi” in Sicilia contro gli aumenti di gasolio, pedaggi autostradali ed Irpef. Lo sciopero dei è scattato a mezzanotte e durerà fino a venerdì. A Genova i camionisti hanno minacciato di scendere al porto di Genova, per bloccarne l’ingresso, ma la protesta è rimasta per il momento circoscritta al casello di Bolzaneto.
Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, segue “con molta attenzione” la protesta. “Non saranno tollerati – annuncia – i blocchi stradali”. Riunione al Viminale per monitorare la situazione.
Finora – informa Viabilità italia, il gruppo coordinato dalla Polstrada che monitora la circolazione – le situazioni più critiche si registrano in Piemonte (con la manifestazione a Torino), in Lombardia (code agli svincoli in entrate di Capriate e Seriate), in Emilia Romagna (sull’A14 chiusi ai soli mezzi pesanti le uscite di Bologna San Lazzaro e Cesena Nord); in Campania (code alle barriere di A30, A16 e A1), in Puglia (A14).
Per il Codacons lo sciopero dei Tir “è una protesta illegale”. Con l’86% dei trasporti commerciali che avviene su strada, spiega invece la Coldiretti, si mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per prodotti come latte, frutta e verdura.