
“Costa Crociere rispetta le regole: è il principio della compagnia. Ci sono una serie di procedure che rispettiamo per filo e per segno e durante ogni crociera si fanno le esercitazioni a bordo, così come avveniva ogni volta sulla nave Concordia quando si arrivava nel porto di Savona”. Lo dice Claudio Losito, terzo ufficiale di macchina a bordo della nave Concordia.
“In verità – afferma Losito – nessuno bada alle esercitazioni, tutti le fanno ma in modo superficiale, alla leggera, così come avviene a bordo degli aerei quando le hostess mostrano le misure di sicurezza”.
“Ora è avvenuta una tragedia. E sulla base di questo dramma di sicuro si prenderanno provvedimenti per aumentare la sicurezza a bordo. E’ stata una disgrazia. Io – racconta Losito – avevo la bocca disidratata dalla paura. Sono sensazioni che solo chi le ha vissute può capire. E noi siamo riusciti a dare il meglio di noi stessi per mettere in salvo i passeggeri”.
“Il momento più drammatico per me – racconta Losito – è stato quello di vedere la nave in quelle condizioni. Il più tenero – aggiunge il terzo ufficiale di macchina -, avere quei bimbi in braccio inconsapevoli di ciò che stava accadendo. Bimbi tranquilli, di due, tre, quattro anni. Prenderli in braccio per portarli in salvo mi ha dato ulteriore determinazione a fare del mio meglio. Mi sono sentito responsabile. Sono stato contento nel vederli scendere dalla lancia sani e salvi”.
“Ma come è possibile – si chiede Losito – che dicano tanto male di noi in tv? Ma cosa dovevamo fare di più? Farli scendere su un tappeto volante? Nella tragedia abbiamo dato il massimo e abbiamo fatto il possibile per trarre in salvo quanti più passeggeri”.
Nel frattempo, la società Castalia, punto di riferimento nel panorama delle operazioni antinquinamento, sta collocando una serie di panne antinquinamento d’altura attorno al relitto di Costa Concordia. Il provvedimento, secondo quanto appreso, si sarebbe reso necessario a causa di un graduale aumento del moto ondoso e del vento che potrebbero intervenire sulle condizioni precarie del relitto. Si tratta dunque di un’operazione preventiva tesa a scongiurare ogni possibile forma di sversamento del carburante a mare, cosa questa che non è ancora avvenuta.