L’entroterra è in agonia. Gli effetti negativi della cancellazione delle Comunità montane, chiuse nel maggio scorso, si riflettono cupamente sul panorama della Liguria verde che dovrebbe, si era detto, riequilibrare lo sviluppo di una costa congestionata al limite della saturazione.
In questo processo di pericolosa involuzione anche una struttura promozionale come quella della “Strada del vino e dell’olio”, che collega i piccoli borghi interni da Varazze a Pieve di Teco (“Dalle Alpi al mare”), sta conoscendo un forte rallentamento della sua attività e la sua presenza sporadica non è in grado di dare quelle risposte che gli operatori richiedono, a sostegno del loro territorio.
“Anche se nell’entroterra sono presenti una serie di attività che testimoniano le capacità e la voglia di superare la congiuntura negativa, stiamo tornando indietro. Non abbiamo enti di riferimento e viviamo un periodo di magra”, afferma sconsolata la presidente della “Strada dell’Olio e del vino”, Maria Angela Guidi, che aggiunge: “Naturalmente non ci dobbiamo arrendere. Proprio in queste ore stiamo consegnando alla Regione la documentazione sul nostro organismo per ottenere il riconoscimento che ci consenta di recepire i finanziamenti del progetto transfrontaliero ‘Turval’ che fra Italia e Francia assegnerà la cifra di 6 milioni di euro”.
Le funzioni essenziali dal punto di vista soprattutto sociale (ma anche da quello promozionale) delle Comunità sono state distribuite ai Comuni e alle Provincie che tuttavia sono alle prese con la stretta finanziaria imposta agli enti locali. Ora si sentirà tutto il danno derivante dal fatto che sono stati cancellati i contributi che ogni cittadino residente sulla costa devolveva tramite le Comunità per sostenere l’equilibrio del territorio dell’entroterra (poi avvengono anche i disastri ecologici registrati recentemente con le disastrose alluvioni nella Cinque Terre). Intanto col passare del tempo si aggrava il deterioramento della viabilità minima (spesso di strade sterrate) a causa della mancanza di manutenzione da parte delle Comunità.
La situazione della Strada del vino e dell’olio abbandonata a se stessa, non in grado di affrontare le pastoie burocratiche, è ben presente alla Provincia che ultimamente ha tentato iniziative di rivitalizzazione dell’entroterra (importante la riunione organizzata nell’aprile scorso), sapendo che esistono molte potenzialità.
Il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza, ha una particolare attenzione verso la Strada del vino e dell’olio che considera un marchio eccezionale, in grado di mettere a “qualità” il sistema dei prodotti tipici liguri e savonesi. Dice Vaccarezza: “Già l’anno scorso, per dar corpo alla fiducia che noi abbiamo nei confronti degli operatori dell’entroterra, che seppur di piccole dimensioni sono di grande qualità, abbiamo portato il discorso sulla ‘Strada’ con un apposito convegno provinciale. Ora con il 2012 intendiamo lavorare per ridare fiducia ai produttori, offrendo garanzie agli ospiti e ai visitatori. L’anno scorso abbiamo portato con noi la Strada al Salon dell’Artisanat di Nizza, a Pinerolo, Mondovì, Carru, Cuneo e nel ritiro della Sampdoria: un biglietto da visita accattivante”.
Spiega la funzionaria di Palazzo Nervi, Anna Antolini: ” Dopo il riconoscimento formale da parte della Regione, daremo vita ad un ‘Piano operativo’ che consenta, utilizzando anche finanziamenti relativi a progetti europei, di rianimare la ‘Strada’”.
Chi segue sin dalla nascita l’organismo promozionale ed organizzativo a sostegno delle produzioni vinicole ed olivicole è anche Pietro Revetria, già sindaco di Vendone e di Ceriale ed ex presidente della Comunità Montana Ingauna. Dice Revetria, ora consigliere provinciale, attento alle problematiche dell’entroterra: “ Dobbiamo fare in modo che si riattivi la partecipazione alla ‘Strada’ degli operatori economici attivi sul territorio, che debbono essere protagonisti del loro rilancio. In assenza delle Comunità, la ‘Strada’ potrebbe diventare la struttura in grado di sostenere la Liguria interna. Dobbiamo uscire fuori dall’attuale situazione, caricarci di entusiasmo e rilanciare tutte le nostre potenzialità. IL 2012 deve essere l’anno della ripresa di impegno del territorio verde ligure o perlomeno della zona che più direttamente interessa la provincia di Savona”.
Albenga, Marco Strizioli