
Cairo M. Accusati di truffa perché avrebbero raggirato il titolare di una ditta di rivendita di autovetture di Cairo. In due, Giuseppe B., 38 anni, e Salvatore M., di 54, entrambi originari di Catania, sono così finiti a giudizio per un episodio risalente al novembre 2006. In particolare, secondo l’accusa, Giuseppe B., che già in passato aveva regolarmente acquistato auto usate dal titolare della rivendita cairese, si era accordato per la vendita di tre vetture usate, una Fiat 500 ed una “600”, oltre ad una Renault Scenic, per la somma di 1800 euro e un’auto in permuta.
A garanzia dell’affare l’uomo aveva presentato un assegno non valido, risultato emesso da Salvatore M. (da qui l’accusa di truffa in concorso), e aveva anche promesso una Peugeot 307 assicurando che era di lecita provenienza anche se invece era stata ottenuta truffando un concessionario di auto di Capannori (Lu). Il titolare della rivendita aveva così consegnato le tre vetture a Giuseppe B, ma senza ricevere nulla in cambio. Questa mattina in tribunale è stata celebrata una nuova udienza del processo.
Salvatore M., assistito dall’avvocato Carlo Manti, è stato assolto per non aver commesso il fatto (non c’erano infatti prove della sua effettiva partecipazione alla truffa), mentre invece, a causa di un difetto di notifica, la posizione di Giuseppe B. è stata stralciata. Il processo a suo carico dovrà ripartire il 9 marzo prossimo.