
Albenga. Se si dovesse utilizzare il gergo metereologico si potrebbe dire che le previsioni sono state “ceffate” in pieno. Chi aveva detto che ci sarebbero state delle schiarite intorno alla situazione del tribunale di Albenga ha sbagliato. Questa mattina, infatti, la situazione era praticamente la stessa della scorsa settimana quando l’attività giudiziaria penale era paralizzata. Oggi solo 3 delle 24 udienze previste non hanno subito rinvii e anche l’attività del tribunale civile ha subito dei ritardi a causa del caos nel penale. Insomma i disagi restano e il caos sembra farla da padrone.
Le premesse affinché oggi i processi si svolgessero regolarmente c’erano: la Procura aveva deciso di interrompere la “protesta” e di inviare il pm in udienza ed era presente il giudice, il got (giudice onorario di tribunale) Giancarlo Ricciardi. Ma qualcosa non ha funzionato lo stesso. Difficile capire con esattezza cosa perché sull’argomento nessuno vuole rendere dichiarazioni ufficiali: sembra che alcuni procedimenti siano stati rinviati per l’assenza dei legali (che pensando non fossero celebrati hanno inviato degli assistenti), altri perché mancavano i testimoni e altri ancora perché il giudice ed il pubblico ministero non hanno avuto il tempo per poter analizzare le carte a sufficienza.
Dalla Procura di Savona sulla vicenda è arrivato un “no comment”. Il Procuratore ha confermato di non aver ricevuto ancora nessuna risposta dopo la sua lettera (inviata il 5 gennaio scorso tra gli altri a Ministro della Giustizia, presidente del Tribunale di Savona, Csm, Ordine degli Avvocati, Procuratore Generale) con la quale denunciava la situazione della sezione distaccata del Tribunale di Albenga.
Nella lettera il Procuratore comunicava che, se le condizioni ad Albenga, fossero rimaste quelle, non avrebbe più inviato il pubblico ministero in udienza come è effettivamente successo la scorsa settimana. Questa mattina però c’era stata la garanzia (arrivata direttamente dal Procuratore Generale) che le udienze sarebbero state celebrate e, di conseguenza, da Savona era arrivato il pm. Contraria invece l’informazione che era stata fornita dalla cancelleria penale di Albenga agli avvocati: “Venerdì ci avevano detto che stamattina sarebbe stato presente un giudice per rinviare i processi. Così molti di noi hanno informato assistiti e testimoni e, per evitare che venissero a vuoto in tribunale, hanno detto loro che potevano non presentarsi”.
Altri legali presenti in aula questa mattina hanno poi chiesto il rinvio perché il giudice Ricciardi non è il sostituto di Arnaud: “Abbiamo deciso di non procedere con l’audizione di testimoni questa mattina perché volevamo evitare che a sentirli fosse un giudice che poi non avrebbe emesso la sentenza” ha spiegato un legale che però preferisce restare anonimo.
Per salvare l’attività del tribunale albenganese, l’unica soluzione sembra essere che venga fatta una modifica alle tabelle per assegnare subito un giudice alla sede di Albenga, rimasta orfana del giudice Arnaud andato in pensione con la fine del 2011. Se non fosse possibile procere così allora per evitare la paralisi tutti i processi in programma ad Albenga dovrebbero essere portati nel tribunale di Savona. Dal presidente del Tribunale di Savona La Mattina, per ora, non arriva nessun commento sulla situazione del tribunale ingauno.
Domani e mercoledì ad Albenga sono fissate nuove udienze, ma il rischio che siano rinviate quasi in toto resta altissimo.